Fisco, Corte dei Conti: "In 12 anni emessi ruoli per 596,1 mld, incassato solo l'11,6%"
Roma, 22 giu. (Adnkronos) - Negli ultimi 12 anni l'amministrazione è riuscita a incassare solo l'11,6% dei ruoli emessi. Su un totale di 596 miliardi di euro da recuperare l'attività di riscossione si è infatti fermata a quota 69 miliardi circa. Negli ultimi tre anni si e' registrata una battuta d'arresto, che nel 2012 ha portato a riscuotere solo l'1,9% del carico netto dei ruoli iscritti nello stesso anno. I dati sono contenuti nel rapporto 2013 della Corte dei conti (fonte Equitalia), sul coordinamento della finanza pubblica.
Secondo le tabelle, elaborate dall'Adnkronos, nei primi 5 anni il carico netto dei ruoli da riscuotere e' arrivato a 353,9 mld, ma solo il 4,9% e' stato incassato. Il carico accumulato dal 2000 al 2005 non e' stato smaltito negli anni seguenti, anzi e' cresciuto arrivando a un terzo del pil. La riscossione, infatti, non ha mai superato la soglia del 3,1% dei ruoli emessi durante l'anno, mentre considerando il carico accumulato, il tetto degli incassi scende all'1,5%.
Considerando l'attivita' svolta nel tempo, per cercare di recuperare le somme degli anni precedenti, emerge che dei 39,5 miliardi di ruoli emessi tra il 2000 e il 2005 solo il 20,7% e' stato recuperato in 12 anni di attivita'. I numeri delle somme iscritte a ruolo dimostrano, inoltre, che c'e' stata una crescita vertiginosa, negli ultimi anni: nel 2012 sono arrivate a quota 77 mld, cioe' sono state quasi il doppio del totale 2000-2005.
Nel consuntivo 2012, osserva la magistratura contabile, l'andamento della riscossione ''segnala un preoccupante indebolimento. Il volume della riscossione a mezzo ruoli, fra il 2006 e il 2010, era cresciuto quasi del 77 per cento, nel 2011 ha registrato una flessione del 3%, che lo scorso anno e' arrivata al 13%. I risultati concreti dell'attivita' di riscossione, in sostanza, ''sono risultati cedenti rispetto alla crescente massa dei ruoli trasmessa dagli enti creditori'', osserva la Corte dei conti.
Le cause del mancato successo, sul fronte della riscossione, variano a seconda della natura dei crediti da riscuotere , e riflettono l'operare di diversi fattori. Le riscossioni comprendono vari fenomeni: forme di riscossione spontanea; iscrizioni a ruolo espressione non di vera evasione ma, piu' semplicemente, di errori da parte dei contribuenti; crediti delle pubbliche amministrazioni in molti casi estranei all'obbligazione tributaria e, proprio per questo, esposti a forti criticita'.
I ruoli dell'amministrazione finanziaria centrale (Agenzie entrate e dogane), ricorda la magistratura contabile, ''storicamente hanno rappresentato circa il 50 per cento del totale, mentre la restante meta' si distribuiva fra enti previdenziali ed enti locali''. Un equilibrio che, tuttavia, si spezza nel 2012, ''soprattutto a causa della forte caduta dei ruoli contributivi (-27 per cento) e di quelli riconducibili agli enti territoriali (-10 per cento); cio' che spiega in larga parte la caduta del volume complessivo delle riscossioni''.Tra i fattori che sono all'origine dell'indebolimento dell'attivita' di riscossione, ''un ruolo significativo l'ha certo avuto il peggioramento del quadro economico'', sottolinea la Corte dei conti. Mentre effetti non meno rilevanti sono stati prodotti dal susseguirsi di novita' normative, che ''hanno finito per indebolire oggettivamente l'azione di riscossione coattiva dei tributi''. In particolare la magistratura contabile cita le disposizioni che hanno limitato l'iscrizione di ipoteca sugli immobili, le possibilita' di espropriazione immobiliare e la pignorabilita' di stipendi e salari.
Novita' che, probabilmente, ''sottovalutano il fatto che la posizione creditoria dello Stato e' ormai divenuta per molti versi deteriore rispetto alle possibilita' di tutela che la legge riconosce al creditore privato munito di titolo esecutivo''. Il quadro operativo che ne e' scaturito, si osserva nel rapporto, ''appare particolarmente complesso e delicato''. ''Non si puo' non condividere la preoccupazione, tuttora attuale, di evitare ulteriori difficolta' a coloro che si trovano a fronteggiare una crisi economica particolarmente grave'', osserva la Corte dei conti. Ma va tenuto anche presente che ''un efficiente sistema di riscossione coattiva dei crediti pubblici costituisce una imprescindibile necessita' per il corretto funzionamento di un sistema fiscale incentrato sull'adempimento spontaneo''.
Le tensioni che tuttora caratterizzano l'azione della societa' pubblica di riscossione, e che ''rischiano di trasformarla in un ente la cui missione sembra essere essenzialmente quella di concedere dilazioni di pagamento, mettono in luce i limiti di un disegno teorico'' che ha portato alla nascita di Equitalia. Sotto un unico soggetto, infatti, sono confluiti ''crediti eterogenei per natura e fondatezza, non poche volte viziati da procedure accertative approssimative''. A tale proposito la Corte dei conti ricorda le ''numerosissime iscrizioni a ruolo, derivanti da violazioni al codice della strada effettuate in passato dagli enti locali''.
