Roma, 26 giu. (Adnkronos) - Il Consiglio dei ministri ha approvato il Decreto legge sulle carceri. ''Cominciamo a dare una risposta di dignità di un Paese che non può essere accusato" per la questione dell'emergenza nelle carceri, dice il premier Enrico Letta. "Era un dovere morale", aggiunge il presidente del Consiglio. Il decreto legge sulle carceri vuole favorire ''un cambio culturale'' per quanto riguarda ''la gestione e il trattamento dei detenuti'', spiega il ministro della Giustizia Annamaria Cancellieri al termine della riunione dell'esecutivo. Cancellieri sottolinea che il provvedimento ''non è uno 'svuotacarceri''' e che attualmente ''solo cinquemila detenuti svolgono attività lavorativa'' all'interno dei penitenziari e hanno così ''la possibilità di metabolizzare il passaggio in carcere'', con ricadute ''interessanti'' in termini di abbassamento del tasso di recidiva dei reati. ''Con questo provvedimento - aggiunge Cancellieri - siamo andati a vedere come offrire un'alternativa al carcere. Tutti i meccanismi alternativi vengono posti in essere con l'assoluto controllo da parte del magistrato e l'esclusione dei responsabili di reati gravi. Non so sulla base di cosa qualcuno ha stabilito che i mafiosi usciranno, non è provvedimento 'svuotacarceri' ma punta ad un nuovo modo di intendere l'espiazione della pena''. ''Si è andati a toccare gli aspetti normativi del fenomeno delle cosiddette 'porte girevoli', per cui il detenuto entrava in carcere, ci stava pochi giorni e poi veniva mandato ai domiciliari''. Un fenomeno, spiega il Guardasigilli, ''che porta un movimento di 20-30mila persone che vanno e vengono'' dalle carceri.