Milano, 28 giu. - (Adnkronos) - "Ieri su un quotidiano ho letto queste parole (per descrivere il caso Ruby, ndr): dismisura, abuso di potere e degrado. E' vero, così è stato". Lo ha detto Lele Mora, nel corso delle sue dichiarazioni spontanee al processo cosiddetto Ruby 2 oggi a Milano. "Io -ha aggiunto- ne sono stato passivo concorrente". "Oggi -aggiunge Mora in tribunale- non voglio più mangiare cibo avariato. Lascio ai miei difensori, nel rispetto dell'istruttoria il compito di chiarire". In un secondo momento, Mora sottolinea di essersi "assunto tutte le responsabilita' per i fatti del carcere. Il mio consenso all'acquisizione degli atti da parte dei pm e' un atto di rispetto per la Procura. Non protesto e mai l'ho fatto". Il desiderio dell'imputato adesso e' quello di "poter uscire per rivedere le stelle e il cielo azzurro". "Quando sono stato scarcerato pensavo alle tante polemiche che ho fatto contro i giornalisti e comunisti, con minacce cui mi vergogno", ha poi detto. In particolare, Mora chiede scusa al giornalista Corrado Formigli. "Voglio chiedere -continua- scusa a tutti. Il carcere ti obbliga a momenti di rilettura della vita e io voglio uscire da quella bufera infernale che mi ha tolto la luce".