Roma, 29, giu. (Adnkronos/Ign) - "Il governo non ha intenzione di impugnare per revocazione la sentenza definitiva con cui la Cassazione ha condannato lo Stato a risarcire i familiari delle vittime di Ustica". Lo precisa una nota di Palazzo Chigi dopo che nei scorsi giorni era trapelata la notizia della possibile iniziativa dell'avvocatura dello Stato contro la sentenza con la quale era stato dato il via libera definitivo al risarcimento confermato dalla Corte d'Appello di Palermo, per 1,2 milioni di euro ciascuno, ai familiari di tre vittime della strage. "Questa determinazione -prosegue la nota- è motivata da ragioni giuridiche, in quanto un ricorso per revocazione in questa situazione processuale potrebbe apparire meramente dilatorio ed esporrebbe lo Stato a ulteriori spese. Ma soprattutto è motivata da ragioni di ordine etico, per il dovuto rispetto alle vittime e ai loro familiari. La sentenza definitiva della Cassazione andrà semplicemente eseguita". "Abbiamo deciso di dir di no alla richiesta di impugnare la sentenza della Cassazione sui risarcimenti per i familiari delle vittime Ustica” conferma il Presidente del Consiglio su Twitter. Soddisfatta Daria Bonfietti, presidente dell'Associazione delle vittime della strage di Ustica. "Chiedevamo al Governo di assumere comportamenti concreti e conseguenti alla sentenza della Cassazione che dice che i responsabili dell'abbattimento del Dc 9 sono i ministeri dei Trasporti e della Difesa, per non aver garantito la sicurezza dei voli e per aver impedito in ogni modo il raggiungimento della verità, ed ora questo segnale importante di presa d'atto c'è stato", ha detto all'Adnkronos. Bonfietti esprime poi "apprezzamento per il riferimento ai motivi etici" e non solo giuridici, citati nella nota di Palazzo Chigi e spiega che questo "è un importante segnale politico". Quanto ai risarcimenti, "non conta se saranno quadruplicati o dimezzati - prosegue l'ex senatrice - quello che vogliamo è che il Governo prenda pienamente atto che è stato abbattuto un aereo civile italiano in tempo di pace e si attivi per sapere chi sono i responsabili di quanto accaduto".