Berlino, 7 lug. (Adnkronos/dpa) - La maggior parte dei servizi occidentali collabora molto strettamente con quelli americani, in una cooperazione organizzata in modo che i politici non debbano assumersi responsabilità "se viene rivelato fino a che punto viene violata la privacy delle persone". A raccontarlo in un'intervista al settimanale tedesco 'Der Spiegel' è Edward Snowden, la talpa che ha rivelato il programma di sorveglianza della National Security Agency (Nsa) americana. Alla domanda se i servizi tedeschi collaborino con quelli americani, risponde così: "Naturalmente. La gente dell'Nsa fa gruppo con i tedeschi, così come nella maggioranza dei paesi occidentali". "Noi li avvisiamo quando qualcuno che vogliamo catturare si trova in un loro aeroporto e loro ce lo mandano - afferma l'ex collaboratore dell'Nsa - le altre autorità non fanno domande e noi non ne poniamo". 'Der Spiegel' riferisce che l'intervista, realizzata via mail ai primi di giugno dall'esperto americano Jacob Appelbaum e dalla regista Laura Poitras, prima che Snowden uscisse allo scoperto, viene pubblicata ora con il suo consenso. E il 'New York Times' oggi scrive che i poteri di sorveglianza della Nsa sono stati enormemente ampliati grazie alle sentenze emesse dal tribunale segreto che ne controlla l'operato. Secondo il quotidiano, la Foreign Intelligence Surveillance Court (Fisa) è ormai diventata una sorta di "Corte Suprema parallela" che esamina questioni di rilevanza costituzionale e stabilisce importanti precedenti giudiziari. Grazie alle sentenze della Fisa, l'Nsa disponde del potere di raccogliere un'ampia massa d'informazione non solo contro sospetti terroristi, ma anche nei casi di proliferazione nucleare e cyberterrorismo. Creata nel 1978 come garanzia contro gli abusi nelle intercettazioni, la Fisa ha assunto sei anni fa anche poteri di controllo sulle operazioni d'intelligence. I suoi 11 giudici vengono nominati dal capo della Corte Suprema e rimangono in carica per sette anni. I membri correnti della Fisa sono stati scelti dall'attuale capo della Corte, John Roberts, e sono in gran parte magistrati distrettuali dell'area di Washington. Diversamente dalla Corte suprema, nota il 'New York Times', sentono una sola parte in causa, il governo, e le loro decisioni non vengono rese pubbliche. Secondo il quotidiano nessuna richiesta di autorizzazione dell'intelligence è stata respinta.