Egitto, El Beblawi forma il nuovo governo Fratelli Musulmani: "Noi non entriamo"
Il Cairo, 10 lug. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Via alla formazione del nuovo governo in Egitto: il neo premier Hazem el Beblawi ha avviato i lavori ma un primo stop arriva dai Fratelli Musulmani. Che hanno fatto sapere di non accettare alcuna eventuale offerta di entrare nel governo ad interim dopo la destituzione di Mohamed Morsi. Lo riferisce la tv satellitare al-Arabiya. ''Non trattiamo con i golpisti. Respingiamo qualunque cosa arrivi da questo colpo di Stato'', ha detto Tareq al-Morsi, portavoce dei Fratelli Musulmani.
E proprio la tv satellitare al-Arabiya, con sede a Dubai ma di proprietà saudita, denuncia di essere vittima di un cyber-attacco. ''I siti web di al-Arabiya sono stati nel mirino di attacchi da martedì 3 luglio, con un picco toccato lunedì 8 luglio'', si legge sul sito web in lingua inglese dell'emittente, che precisa che gli attacchi ''sono iniziati dopo che il generale Abdel Fattah al-Sisi, comandante delle Forze Armate egiziane, ha annunciato la destituzione del presidente Mohamed Morsi''.
La tensione nel Paese è alta e le violenze continuano. Due persone sono morte in un attacco sferrato nella notte da miliziani islamisti contro un checkpoint delle forze di sicurezza egiziane nel Sinai. E' quanto riferiscono i media locali, precisando che l'attacco ha fatto anche alcuni feriti. Non è chiaro se le vittime siano civili o uomini delle forze di sicurezza.
Tensioni anche con la Tunisia. L'ambasciatore tunisino al Cairo è stato convocato dalle autorità egiziane dopo le dichiarazioni giunte da Tunisi sulla situazione in Egitto e contro la destituzione di Mohamed Morsi, accolte con ''sorpresa'' nella capitale egiziana. Lo riferisce la radio tunisina Shems Fm. Per il Cairo, le prese di posizione tunisine ''non sono in linea con le relazioni privilegiate'' tra i due Paesi.
Domenica scorsa il leader del partito islamico tunisino Ennahda, Rachid Ghannouchi, ha criticato la destituzione in Egitto di Mohamed Morsi da parte dei militari, invitando i Fratelli Musulmani a ''resistere''. Poi anche il presidente tunisino Moncef Marzouki si è unito al coro di condanne per quanto avvenuto in Egitto, chiedendo una riunione straordinaria dell'Unione Africana sulla situazione nel Paese. Due giorni fa, infine, Ghannouchi ha condannato il ''massacro'' del Cairo, dove sono rimaste uccise almeno 51 persone, e chiesto manifestazioni a sostegno di Morsi.
