Lettera di 70 senatori Pd: ''Serve scatto d'orgoglio, basta autogol''
Roma, 11 lug. (Adnkronos/Ign) - Una lettera aperta per "uno scatto d'orgoglio del Pd", perché non si ripetano "autogol", come accaduto ieri, e perché "si spieghi meglio" al Paese che il sostegno al governo Letta "è la migliore scelta che si possa fare date le circostanze". Il documento è firmato da 70 senatori del Pd di diverse aree, dal veltroniano Giorgio Tonini al bersaniano Miguel Gotor, al 'giovane turco' Francesco Verducci.
"Non facciamoci travolgere dalla, spesso in cattiva fede, disinformazione e da qualche protagonismo interno che fanno il gioco di chi vuole delegittimare politica e Parlamento - scrivono i senatori - Cominciamo, ad esempio, raccontando che ieri l'aula ha sospeso i suoi lavori per tre ore, utilizzate proficuamente dai senatori Pd con una riunione di gruppo sul tema degli F35, e che stamattina, ben lungi dall'essere paralizzata, la discussione è ripresa sul tema decisivo delle riforme costituzionali ed elettorali con ben 107 votazioni".
Nel documento si rivendica la scelta fatta ieri dal Gruppo del Pd al Senato che ha votato per concedere poche ore di sospensione dei lavori parlamentari: "La serietà e la responsabilità si esercitano anche, e soprattutto, nelle scelte difficili e non immediatamente popolari. Non sosterremmo un minuto di più questa maggioranza se non pensassimo che possa produrre in tempi certi le scelte di cui il Paese ha bisogno".
"Ma oggi - si legge nel documento - rivendichiamo che questa è la miglior scelta che si possa fare date le circostanze. E siamo certi che, se tutto il Pd continuerà a spiegarla senza incorrere nella tentazione di vergognarsene, sarà premiato anche elettoralmente come l'unica forza capace di guardare davvero al bene comune".
"La distanza tra quanto comunicato in queste ore e ciò che davvero è accaduto e sta accadendo nelle aule parlamentari è davvero paradossale", si legge nella lettera. "Appare in gran parte incomprensibile - sottolineano gli esponenti Pd - l'occasione che sta perdendo il Pd di spiegare e valorizzare le scelte, certo faticose e non facili, dei suoi parlamentari. Siamo concordi nel giudizio critico sugli eventi di ieri, la drammatizzazione di vicende giudiziarie del leader di un partito, il Pdl, con toni e modalità che nessuno di noi ha condiviso. Piacerebbe, però, vedere uno scatto d'orgoglio da parte del Pd e che fossero comunicate meglio le nostre buone ragioni al Paese''.
"A cominciare - proseguono - dalla fatica e dalla responsabilità nel sostenere un Governo chiamato a realizzare riforme a fronte di una crisi gravissima. Sapevamo che non stavamo creando un governo di larghe intese con Merkel o Cameron, ma le condizioni di urgenza cui ci richiamava qualche settimana fa il presidente Napolitano non sono cambiate. E' demagogico invocare il ritorno alle urne quando tutti sappiamo che il porcellum ci restituirebbe un Parlamento altrettanto frammentato e ingovernabile''.
Tra i firmatari della lettera Francesco Russo, Valeria Fedeli, Claudio Martini, Rita Ghedini, Giorgio Tonini, Francesco Verducci, Miguel Gotor, Stefano Collina, Paolo Corsini, Vannino Chiti, Camilla Fabbri, Paolo Guerrieri, Stefano Esposito, Giorgio Santini, Angelica Saggese, Giancarlo Sangalli, Francesca Puglisi e Rosanna Filippin.
"Hanno ragione" ha detto Guglielmo Epifani al Tg3. I 70 senatori "lamentano che tutto lo sforzo che fanno nelle aule parlamentari per approvare decreti che migliorano le condizioni del Paese vengono considerati come nulla fosse e invece sono utili a migliorare la condizione di chi vive la crisi".
Epifani è tornato sulla sospensione dei lavori parlamentari che ha scatenato le polemiche interne al partito: "Quello che è successo ieri non è come è stato raccontato dagli organi di stampa. Abbiamo sventato con forza un tentativo di Aventino parlamentare del centrodestra. Hanno chiesto di fare delle riunioni e le hanno fatte, come sempre nel passato. Oggi il Parlamento ha lavorato a pieno ritmo, noi vogliamo difendere il ruolo del Parlamento".
Poi, commentando le dichiarazioni di Renato Schifani e di Silvio Berlusconi di oggi sul governo, Epifani ha dato l'affondo al Pdl: "Dovrebbero spiegarlo al Paese che vive la crisi, agli italiani che si trovano al mattino un esponente importante che dice 'se Berlusconi viene condannato c'è la crisi' e Berlusconi che dice 'va avanti tutto'. Un atto schizofrenico che nasconde una difficoltà: non sanno cosa fare ed essendo parte di un governo di servizio generano instabilità per il governo".
