Kazakhstan, l'Italia revoca l'espulsione di Shalabayeva: "Può rientrare e chiarire"
Roma, 12 lug. (Adnkronos/Ign) - ''A seguito della revoca del provvedimento di espulsione, che verrà immediatamente resa nota alle autorità kazake attraverso i canali diplomatici, la signora Alma Shalabayeva potrà rientrare in Italia, dove potrà chiarire la propria posizione''. E' quanto si legge in un comunicato di palazzo Chigi dopo un'indagine approfondita sul caso della donna, moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, rimpatriata insieme alla figlia dall'Italia in circostanze che il premier Letta al question time di mercoledì scorso aveva annunciato di voler chiarire al più presto.
Tuttavia, ''resta grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda, che comunque presentava sin dall'inizio elementi e caratteri non ordinari'', sottolinea la nota di palazzo Chigi al termine del vertice al quale hanno preso parte anche i ministri dell'Interno e degli Esteri, Alfano e Bonino, chiarendo che tutto ciò "sarà oggetto di apposita indagine affidata dal ministro dell'Interno al Capo della Polizia, al fine di accertare responsabilità connesse".
La revoca verrà immediatamente resa nota alle autorità kazake attraverso i canali diplomatici. E fonti della Farnesina fanno sapere che hanno già parlato con Andrian Yelemessov, ambasciatore del Kazakhstan in Italia. Quest'ultimo raggiunto dall'Adnkronos ha detto che al momento le autorità kazake ''non hanno ancora ricevuto alcuna richiesta da parte italiana''. Poi ha specificato che "la signora Alma e la figlia sono ad Almaty dai genitori della donna e stanno benissimo. Si può verificare''.
"E' una notizia fantastica". Così Riccardo Olivo, uno dei legali della signora Shalabayeva ha commentato con Adnkronos la notizia della revoca. "Ritengo - ha aggiunto - che sia l'inizio di un doveroso ripristino dei diritti violati della signora Alma Shalabayeva e della figlia, che adesso a questo punto dovremmo tutti sforzarci di far rientrare nel nostro paese".
Intanto, Sel e M5S presentano mozioni di sfiducia contro Alfano. Sulla vicenda di Shalabayeva, la nota di Palazzo Chigi, "che riconosce gravi e colpevoli mancanze da parte di apparati dello Stato, in qualunque altro Paese civile, si sarebbe conclusa in ben altro modo: con le dimissioni del ministro dell'Interno", ha commentato il leader di Sel Nichi Vendola che si aspetta da Alfano "il passo conseguente". Il capogruppo alla Camera Sel Gennaro Migliore annunciando la mozione di sfiducia contro il vicepremier ha fatto osservare: "Solo in Italia, dopo questa gravissima mancanza del rispetto dei diritti umani, si affida l'indagine conoscitiva proprio allo stesso ministro che ne è palesemente il primo responsabile".
Sulla stessa linea i Cinque Stelle che puntano il dito contro Alfano. Per il senatore Mario Giarrusso "non è possibile che vi sia un ministro non in grado di capire cosa succede nel suo dicastero. Alfano si è sottratto alle sue responsabilità non venendo a riferire in Parlamento su questa vicenda. Chiediamo invano da un mese un suo intervento. Lui -ha evidenziato il senatore M5S- è in grave imbarazzo per questa storia".
Il senatore del Pdl Giuseppe Esposito, vice presidente del Copasir, ha sottolineato all'Adnkronos che ''rimane ferma l'esclusione dei Servizi segreti da questa vicenda, come ha assicurato il direttore del Dis, Giampiero Massolo, in una lettera inviata al Copasir''.
