Calderoli: mi scuso, ma non lascio Premier: caso aperto, Maroni correo
Roma, 16 lug. (Adnkronos/Ign) - "Preso dalla foga di un comizio, ho usato nei confronti del ministro Kyenge una frase esecrabile, che non voleva avere significato razziale o razzista, e di cui mi scuso con lei, presidente, e con il Senato". Roberto Calderoli interviene in Aula a Palazzo Madama dopo la bufera per l'offesa nei confronti della titolare del dicastero all'Integrazione.
Ha poi ringraziato il ministro per "aver accettato le sue scuse", precisando che se ieri non ha partecipato alla seduta è solo perché era impegnato a Milano nella segreteria della Lega.
Calderoli ha ammesso di aver commesso l'errore di "spostare il confronto dal piano politico a quello personale", dando la sua parola d'onore che non accadrà più. Quanto alle dimissioni, Calderoli ha ricordato di aver dimostrato coraggio nel darle in passato, ma ha specificato che nel dibattito di ieri non è emersa una maggioranza amplissima in favore delle stesse, nel qual caso non avrebbe avuto difficoltà a rassegnarle, e perciò non lascerà l'incarico di vicepresidente. A Kyenge, comunque, "come suggerito ieri dal senatore Compagna, invierò un mazzo di rose" ha assicurato Calderoli.
Secondo quanto riferiscono a Palazzo Chigi, "la scivolata è solo quella di un leader che non riesce a far dimettere Calderoli da vicepresidente del Senato, carica che purtroppo non è oggetto di voto di sfiducia. Così facendo Maroni si rende correo degli insulti al ministro Kyenge".
In merito alle possibili dimissioni da parte di Calderoli, il segretario federale della Lega Nord, Roberto Maroni replica: ''La questione per me è chiusa e lo dico da ieri''. "Non ho capito questa uscita di Letta sull'Expo - aveva detto in mattinata - ma ci siamo parlati e da parte sua mi sembra tutto rientrato. E' stata, la sua, una scivolata".
"Sulle dimissioni di Calderoli io non mi sono pronunciata e continuo a non pronunciarmi" ha detto il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge a margine della presentazione della carovana 'Ius migrandi'. "E' una responsabilità politica - ha aggiunto - una responsabilità istituzionale. Non voglio ricondurre l'episodio a un caso personale. E' arrivato il momento in Italia, in cui ognuno di noi deve guardare e capire il ruolo che riveste l'importanza della parola e la comunicazione che si vuole passare al Paese". "Per me questo è fondamentale - ha continuano Kyenge- per il resto spetta a ciascuno di noi fare le proprie considerazioni. Non riconduco l'episodio a un caso personale -rimarca- ma faccio anche da parafulmine".
"Contro Cecile Kyenge si scatenano perché donna, nera e competente: lei dimostra di essere all'altezza del suo ruolo, altri no" dice la presidente della Camera, Laura Boldrini, ai microfoni della trasmissione 'Il mattino' su Radio Popolare. Sulle eventuali dimissioni di Roberto Calderoli da vicepresidente del Senato, "nessuno può rimuoverlo - chiarisce Boldrini -. Può essere solo una sua scelta. Le parole del vicepresidente Calderoli manifestano un'arretratezza insopportabile. Chi svolge ruoli istituzionali non può avere la libertà di dire qualsiasi cosa gli venga in mente. Deve essere all'altezza di questo ruolo. Se non si riesce a trattenere non è in grado di fare bene il proprio mestiere". Il presidente della Camera riconosce che in Italia esiste anche un substrato razzista, "però, proprio sul caso Kyenge - fa notare - ci sono state tante persone che la pensano diversamente dal vicepresidente del Senato Calderoli, che si sono fatte avanti, che hanno detto basta: basta con queste modalità, basta con questo linguaggio. Noi dovremo sostenere questo moto di ribellione contro chi infanga il nostro Paese".
"Le ragioni della nostra richiesta di dimissioni restano ferme" dice ai microfoni di SkyTg24 il presidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda dopo le parole di Roberto Calderoli che, prendendo la parola nell'Aula del Senato, ha dichiarato di non avere intenzione di dimettersi. "Calderoli avrebbe fatto bene a dimettersi da vicepresidente del Senato a causa delle offese gravissime nei confronti del ministro Kyenge e al suo comportamento non consono al ruolo che ricopre". Sulle scuse rese in Senato da Calderoli, Zanda dice: "Prendo atto delle sue scuse al ministro Kyenge e al Senato intero, prendo atto del fatto che ha riconosciuto di aver usato frasi offensive e di aver detto gravissime sciocchezze. Questo non toglie che sarebbe stato opportuno che lasciasse la carica di vicepresidente del Senato".
"L'indignazione verso Calderoli è giusta - dice Beppe Grillo sul suo blog -. La sua battuta razzista verso un ministro di origini congolesi è da condannare. Calderoli però non è vicepresidente del Senato per caso, lo hanno voluto lì Pdl e PdMenoElle e Capitan Findus, Letta non ha fatto a suo tempo alcuna obiezione. Eppure avrebbe dovuto".
Sulla vicenda interviene anche l'ex Miss Italia di colore Denny Mendez che all'Adnkronos commenta le recenti contestatissime dichiarazioni del senatore Roberto Calderoli nei confronti del ministro per l'Integrazione, Cècile Kyenge. "Mi chiedo -ha proseguito Mendez- quale sia l'esempio che può dare da senatore: che aiuto puoi dare creando ulteriori scontri invece che trovare delle soluzioni? La convivenza tra differenti popoli va affrontata in modo fattivo e delicato: l'uscita di Calderoli è veramente inaccettabile".
A chiedere immediate dimissioni di Calderoli insieme alla nomina di una ministra per le Pari Opportunità è Gabriella Carnieri Moscatelli, presidente dell'Associazione nazionale volontarie del Telefono Rosa. ''Chiediamo al presidente del Consiglio Enrico Letta, con maggior forza e insieme con tutti coloro che stimano e sostengono la nostra Associazione: immediate dimissioni di Calderoli, nomina di una ministra per le Pari Opportunità e, infine, vero ascolto per le tante persone e le tante associazioni che lo stanno chiedendo da giorni. Ad ascoltarle, per due mesi, ci aveva pensato egregiamente Josefa Idem, liquidata in gran fretta''. ''Questo Governo dimostri che sa ascoltare, con lo stessa tempestività, la richiesta che arriva da tante persone cui chiede sacrifici continui - sollecita - e dimostri, soprattutto, di saper rispettare le donne, stufe di essere considerate e trattate come cittadine di serie B''.
