Roma, 16 lug. (Adnkronos) - "Nessuna informazione è stata data al ministro Alfano" sulla vicenda di Alma Shalabayeva. Il ministro dell'Interno divulga prima in Senato e poi alla Camera la relazione del capo della Polizia, Alessandro Pansa, consegnatagli in mattinata, per fare chiarezza sul caso della moglie del dissidente kazako Mukhtar Ablyazov, espulsa dal nostro Paese insieme alla figlia. ''Sono qui a riferire di una vicenda di cui io e nessun altro ministro del governo è stato informato'', ha scandito Alfano definendo ''grave la mancata informativa al governo sull'intera vicenda, che fin dall'inizio presentava caratteri non ordinari. Dobbiamo lavorare perché non accada mai più''. Per questo "ho chiesto al capo della Polizia una riorganizzazione complessiva del Dipartimento della Ps, a cominciare dal vertice del settore immigrazione''. E ''ho accettato le dimissioni del mio capo di gabinetto e proposto l'avvicendamento del capo della segreteria del dipartimento'', ha detto il titolare del Viminale. Il prefetto Giuseppe Procaccini, Capo di gabinetto del ministro dell'Interno, si è infatti dimesso oggi in relazione alle polemiche politiche suscitate dalla vicenda. Alfano, parlando in Aula, ha assicurato: "Non è stata seguita per niente dal Dipartimento della Pubblica Sicurezza la fase relativa all'espulsione della moglie del ricercato, a cui gli organi territoriali hanno attribuito un mero valore di ordinarietà burocratica, come si evince anche dal tipo di coinvolgimento della Prefettura di Roma che ha predisposto il provvedimento di espulsione, la cui richiesta è pervenuta ordinariamente via fax e senza sollecitazioni o particolari avvertimenti''. Maurizio Improta, dirigente dell'ufficio immigrazione della Questura di Roma, dopo l'informativa di Alfano dichiara all'Adnkronos: ''Ho fatto il mio lavoro, come ogni giorno. Da sette anni. Per onestà intelletuale ed educazione familiare sono abituato a dire sempre la verità e a non nascondermi dalle mie responsabilità''. Intanto Palazzo Chigi fa sapere che il ministro degli Esteri Emma Bonino convocherà nelle prossime ore l'ambasciatore del Kazakhstan "per ricevere adeguati chiarimenti". Una notizia appresa con sorpresa dall'ambasciatore kazako in Italia: ''Sono davvero stupito''. ''Apprendo ora la notizia della convocazione, sono in vacanza fuori Italia. Vedremo quando arriverà la richiesta...'', dice all'Adnkronos Andrian Yelemessov. ''La mia posizione è sempre quella e non cambia: Mukhtar Ablyazov è un truffatore - rimarca l'ambasciatore - chiedete come ha guadagnato i suoi miliardi''. Per Yelemessov il caso Ablyazov non incrinerà le relazioni tra Roma e Astana: ''Non si cambiano i rapporti strategici tra Italia e Kazakhstan per la vicenda di un criminale ricercato da più Stati''. ''La donna e la bambina sono a casa ad Almaty e stanno bene - assicura - e non corrono assolutamente alcun rischio, come è stato comunicato ufficialmente dalla Procura generale kazaka al Viminale. L'espulsione è stata corretta''. Michele Cercone, portavoce per gli Affari interni della Commissione Europea, ha detto all'Adnkronos che "la commissione europea non ha chiesto informazioni all'Italia, sul caso Shalabayeva ci sono solo contatti informali con le autorità italiane". "In materia di asilo e rimpatri -ha aggiunto - la competenza sui singoli casi è nazionale". Nell'audizione di oggi al Copasir, il direttore dell'Aisi, generale Arturo Esposito, ha assicurato che il servizio segreto interno non è stato per nulla coinvolto nella vicenda. E dopo l'audizione, a quanto apprende l'Adnkronos, l'ufficio di presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica, su proposta dello stesso presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, ha deciso all'unanimità di chiedere l'audizione urgente del presidente del Consiglio, Enrico Letta, sulla questione della mancata consultazione dei nostri Servizi segreti nella vicenda. La mozione Sel-M5s per la sfiducia ad Alfano intanto trova nuovi appoggi. I parlamentari socialisti, a quanto si apprende, sono infatti orientati a votarla. Il M5S bolla intanto la relazione del ministro dell'Interno in Senato come "film non credibile". ''Ci sono delle coperture politiche'', che arrivano ''dal capo del partito'' di Alfano, vale a dire Silvio Berlusconi, afferma Michele Giarrusso. Oltre a lanciare su twitter l'hashtag #Alfanodimettiti, il gruppo stellato della Camera, sulla pagina Facebook ufficiale, ha postato le foto del responsabile dei Viminale e di Francesco Schettino, il comandante della Costa Concordia. "Uno Schettino esibito al mondo è già fin troppo. Alfano dimettiti", si legge nel post M5S. Per il leader di Sel Nichi Vendola "le dimissioni del prefetto Procaccini, e le dimissioni di qualunque altro funzionario di polizia, sono la classica foglia di fico che serve a coprire la vergogna. La vergogna che si chiama Angelino Alfano". Anche Roberto Maroni punta il dito contro Alfano e il governo Letta: ''Non faccio valutazioni ma dico solo, da ex ministro dell'Interno, che cose del genere erano gestite dalla struttura con il coinvolgimento di tutti e quindi, ovviamente, anche del ministro. Mi pare quindi difficile che un'operazione così complessa, rapida e spettacolare, sia stata fatta senza che il governo fosse informato''. Interviene anche il sindaco di Firenze Matteo Renzi , per il quale a vicenda "riguarda il presidente del Consiglio dei ministri, che dovrà andare alla Camera, prendere posizione e decidere se le motivazioni di Alfano lo hanno convinto o no". Il Pdl invece fa quadrato intorno ad Alfano. Per il vice presidente del Senato Maurizio Gasparri ''chiarimenti sono necessari, ma gli attacchi al ministro Alfano sono assolutamente ingiustificati".