Milano, 17 lug. (Adnkronos/Ign) - Non ha retto alle foto della sua vittima, in tv e sui giornali, e all'appello del padre, così dopo sette giorni di latitanza si è costituito l'uomo che il 10 luglio scorso ha investito e ucciso la 15enne Beatrice Papetti mentre percorreva, in sella alla bici, la Padana superiore all'altezza di Gorgonzola (Milano). Si tratta di un 39enne ambulante di origine magrebina con permesso regolare di soggiorno, residente a Roncello, che nella tarda serata di ieri, in preda al rimorso per l'atto compiuto e alla paura di essere scoperto, si è rivolto ai carabinieri. "Non volevo, non sono riuscito a evitare la sua bicicletta. L'ho investita io", le prime parole rivolte ai militari. Secondo quando affermato, durante la conferenza stampa tenutasi a Milano stamattina, dal Capitano dei carabinieri di Cassano D'Adda, Camillo Di Bernardo, che ha coordinato le indagini, Gabardi El Habib stava tornando a casa quando ha investito e ucciso Beatrice. Dopo l'incidente è scappato lungo la statale Padana superiore a bordo del furgoncino Peugeot Ranch blu metallizzato, probabilmente anche perché il veicolo non era a norma non essendo stato sottoposto alla revisione periodica, e lo ha nascosto nel box di un amico. Ma sapeva che i carabinieri erano sulle sue tracce. Quindi ieri sera intorno alle 23 ha varcato accompagnato dal suo legale, l'ingresso della caserma di Cassano d'Adda e con un filo di voce ha raccontato tra le lacrime l'incidente: Beatrice "vista solo all'ultimo momento", quando era troppo tardi, "quando non sono riuscito a evitare la sua bici". Poi la fuga: "ho avuto paura, ero spaventato". "Non mi sono accorto della ragazza - ha ribadito - ho sentito un urto ma non mi sono reso conto di aver investito una persona". Quindi ha aggiunto: "Ho letto il giorno dopo sui giornali cosa era successo e ho capito di essere stato io". Il 39enne la sera seguente ha portato il mezzo presso un deposito privato a pagamento in Via Frigia a Milano. Ora il veicolo è stato sequestrato dai carabinieri, che stanno effettuando dei rilievi per capire anche a che velocità andava. I primi riscontri effettuati sull'auto hanno permesso di rilevare danni alla parte anteriore destra del veicolo, al parabrezza, al paraurti anteriore e la mancanza dello specchietto destro. I detriti trovati sul luogo si sono rivelati inoltre perfettamente compatibili con l'auto e con i pezzi mancanti di questa. L'uomo, separato e con un figlio di 7 anni, è stato arrestato per omicidio colposo e omissione di soccorso e si trova ora in carcere a disposizione del magistrato.