Roma, 3 set. (Adnkronos) - Sagre e feste di paese piacciono sempre di più agli italiani. Il primo bilancio di Coldiretti conferma le stime di inizio stagione: "Le previsioni sono state confermate, c'è stata una buona affluenza di pubblico, sia alle feste che alle sagre di Paese - dice all'Adnkronos Sara Paraluppi, responsabile Coldiretti 'Campagna Amica' - Si stima che le sagre abbiano visto la partecipazione di circa il 15-18% in più di italiani rispetto agli anni scorsi". Dal pesce al cinghiale, dalla frutta alla verdura ma anche alle tante specialità tipiche locali, gli italiani hanno riscoperto le sagre come alternativa low cost alla ristorazione tradizionale, alle discoteche o ai parchi divertimento che in molti sono stati costretti a tagliare a causa della crisi. "Sicuramente la crisi ha influito sull'affluenza alle sagre - spiega Paraluppi - Questo in parte ha fatto arrabbiare alcuni ristoratori degli esercizi convenzionali perché parte dei loro clienti si sono spostati verso le feste di piazza cercando di risparmiare. E' chiaro che i ristoranti hanno costi fissi maggiori rispetto a una sagra che è fatta spesso grazie a volontari messi a disposizione dalle Pro Loco". Secondo l'analisi della Coldiretti sulla base dei dati Ipr marketing relativi all'estate 2013, il 24 per cento dei frequentatori di sagre e feste di paese non spende niente, il 34 per cento non più di dieci euro per persona e l'14 per cento tra i 10 ed i 30 euro per persona. Un costo comunque modesto compatibile con i budget della maggioranza delle famiglie in vacanza che peraltro nell'87 per cento dei casi quando mangiano fuori cercano un menù locale a chilometri zero. "E' stata anche l'occasione per i territori di riscoprire ricette antiche - aggiunge - Gli italiani hanno avuto la possibilità di sedersi a tavola con cifre contenute". Una vera e propria riscoperta che, sostiene la Coldiretti, è il frutto dell'esigenza di contenere le spese ma anche di ristabilire un rapporto più diretto con il cibo, la cultura e le tradizioni territoriali, soprattutto nel momento delle vacanze estive quando si moltiplicano le iniziative di valorizzazione dei prodotti locali con feste organizzate in tutta Italia, nei piccoli e grandi centri. "Il lato positivo della crisi potrebbe essere la riscoperta dell'alimentazione made in Italy - spiega Paraluppi - Si cucina di più e si spende più tempo in cucina anche perché la crisi ha portato a comprare più prodotti primari con una spesa basica. Gli italiani hanno fatto di necessità virtù".