Siria, lettera del Papa a Putin: ''Trovare una soluzione pacifica''
Città del Vaticano, 5 set. (Adnkronos) - "Trovare una soluzione pacifica al conflitto in Siria, attraverso il dialogo e il negoziato". E' l'esigenza espressa da papa Francesco, nella lettera inviata al presidente russo Vladimir Putin in qualità di presidente del G20, che si svolge giovedì e venerdì in Russia, a San Pietroburgo.
"Duole constatare - sottolinea - che troppi interessi di parte hanno prevalso da quando è iniziato il conflitto siriano, impedendo di trovare una soluzione che evitasse l'inutile massacro cui stiamo assistendo".
Il Papa ricorda che "nella vita dei popoli, i conflitti armati costituiscono sempre la deliberata negazione di ogni possibile concordia internazionale, creando divisioni profonde e laceranti ferite, che richiedono molti anni per rimarginarsi. Le guerre - continua Bergoglio - costituiscono il rifiuto pratico a impegnarsi per raggiungere quelle grandi mete economiche e sociali, che la comunità internazionale si è data".
Lamenta Francesco: "Purtroppo, i molti conflitti armati che oggi affliggono il mondo ci presentano, ogni giorno, una drammatica immagine di miseria, di fame, di malattie e di morte. Infatti - ribadisce - senza pace non c'è alcun tipo di sviluppo economico. La violenza - ammonisce - non porta mai alla pace, condizione necessaria per lo sviluppo".
Il Papa avverte che "è un dovere morale di tutti i governi del mondo favorire ogni iniziativa, volta a promuovere l'assistenza umanitaria a coloro che soffrono a causa del conflitto dentro e fuori dalla Siria". Francesco, nella lettera a Putin, auspica che "queste riflessioni possano costituire un valido contributo spirituale all'incontro" e assicura le sue preghiere "per un esito fruttuoso dei lavori del G20", invocando la benedizione sul vertice di San Pietroburgo e sui cittadini di tutti gli Stati membri e su tutte le attività e gli impegni della presidenza russa del G20.
"Il contesto attuale, altamente interdipendente - aggiunge ancora -, esige una cornice finanziaria mondiale, con proprie regole giuste e chiare, per conseguire un mondo più equo e solidale".
Il Papa indica ai leader del G20 gli obiettivi fondamentali: "Sconfiggere la fame, offrire a tutti un lavoro degno, un'abitazione decorosa e la necessaria assistenza sanitaria", ricordando l'impegno assunto dalla presidenza per l'anno in corso di "consolidare la riforma delle organizzazioni finanziarie internazionali e arrivare a un consenso sugli standard finanziari adatti alle circostanze odierne".
Tuttavia, osserva Francesco, "l'economia mondiale potrà svilupparsi realmente solo nella misura in cui sarà in grado di consentire una vita degna a tutti gli esseri umani, dai più anziani ai bambini ancora nel grembo materno. Non solo ai cittadini dei Paesi membri del G20 - sottolinea significativamente il Papa - ma ad ogni abitante della Terra, persino a coloro che si trovano nelle situazioni sociali più difficili o nei luoghi più sperduti".
Il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, ha intanto smentito la notizia apparsa oggi sul quotidiano argentino 'Clarin' secondo cui Jorge Mario Bergoglio avrebbe avuto una conversazione telefonica con il presidente della Siria Assad.
Il Papa, attivamente impegnato per scongiurare un allargamento del conflitto, ha indetto per sabato una giornata di preghiera e di digiuno in favore della pace in Siria, nel Medio Oriente e nel mondo, con una veglia di preghiera dalle 19 alle 23 in piazza San Pietro.
El Clarin, citando fonti del Vaticano, riferiva che Jorge Bergoglio aveva chiesto ad Assad di fermare, per quanto possibile, la repressione messa in atto contro i ribelli ed adottare un atteggiamento più conciliante.
