Roma, 5 set. (Adnkronos) - La riunione del G20 a San Pietroburgo rappresenta "l'ultima occasione perché sulla Siria " si arrivi a una soluzione "negoziata e politica". Lo ha detto il premier Enrico Letta alla conferenza stampa dopo il bilaterale con il presidente russo Vladimir Putin. Il presidente del Consiglio ha fatto riferimento alla lettera di papa Francesco ai leader del G20: "Bisogna che il presidente di turno, e tutti noi, prendiamo la lettera che il Papa ha inviato che dice cose importanti e che vanno prese sul serio". Letta, rispondendo a una domanda, ha chiarito che non c'è "nessuna freddezza con gli Usa". Con gli Stati Uniti "l'alleanza è strategica, è un'alleanza che rimane e rimarrà", ha spiegato, ma "abbiamo approcci diversi rispetto a questa vicenda". "L'Italia tradizionalmente ha una posizione che rifugge gli unilateralismi e ricerca il multilateralismo - ha ricordato -. Trovo che l'atteggiamento di Obama sia stato positivo e intelligente nel ricercare forme di discussione e di riflessione comune. E' una vicenda e complicata e complessa". "La cosa peggiore - ha aggiunto - sarebbe che l'Europa arrivasse con ognuno che dice una cosa diversa e sto lavorando a far sì che l'Europa riesca ad esprimere una voce la più unitaria possibile. E noi su quella voce ci attesteremo perché è la strada da percorrere. Una strada in fieri, in divenire". "Questo è il primo G20 senza che l'Italia sia il grande sorvegliato speciale, una fonte di grande soddisfazione", ha poi sottolineato. Il premier non ha nascosto il "grande orgoglio" per un fatto "dovuto alle scelte fatte in questi anni e mesi: vorrei che tutti fossero consapevoli dei benefici che vengono dall'essere un Paese uscito dalla categoria dei Paesi sorvegliati speciali". Rispondendo a una domanda sulla crisi di governo, Letta ha dichiarato: "Ci sono talmente tanti obiettivi da raggiungere in 24 ore che farei il danno dell'Italia se mi deconcentrassi dagli obiettivi che mi sono dato". "Penso sia importante per tutto il Paese che io mi concentri sugli obiettivi, sui bilaterali, sugli impegni che ci siamo presi - ha aggiunto il premier -. Voglio che in questo G20 l'Italia colga tutti gli effetti positivi di essere usciti dall'alveo dei sorvegliati speciali: è l'obiettivo che sto cercando di perseguire". Il G20 di San Pietroburgo, ha affermato, "può passare alla storia come quello della fine della crisi, quello in cui non si parla solo di salvataggi ma di sviluppo, crescita e lavoro". "Questo è un G20 con al centro il tema della crescita e del lavoro e non dell'austerità", aveva spiegato poco prima il presidente del Consiglio sottolineando che "la parola crescita prima era una bestemmia, oggi è il cuore del G20". Letta ha detto ancora, parlando di lavoro e disoccupazione: "Faremo di tutto perché il tema sia ben presente e menzionato". Letta infine ha annunciato che nell'incontro con Putin è stato "fissato il vertice Italia-Russia il 26 novembre a Trieste". "Riempiremo di contenuti i tre mesi che abbiamo davanti per far firmare a tutti i ministri intese molto concrete", ha concluso. L'Unione Europea intanto insiste per una soluzione politica della crisi in Siria. In una conferenza stampa a San Pietroburgo prima dell'inizio del G20, il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, ha sottolineato la necessità di "forgiare un consenso internazionale su come rispondere agli ultimi sviluppi ed anche su come mettere fine a questo conflitto". "Questa situazione orribile - ha detto, riferendosi in particolare al dramma dei profughi - resta una macchia sulla coscienza del mondo. Noi tutti abbiamo il dovere di agire e l'Ue crede che gli sforzi dovrebbero continuare verso una soluzione politica del conflitto". Ribadito che sulla Siria "non c'è soluzione militare", il presidente del Consiglio europeo Herman Van Rompuy ha sollecitato anche lui "una soluzione politica" per mettere fine al "bagno di sangue, alle gravi violazioni dei diritti umani ed alle immense distruzioni in Siria". E, ha continuato, "mentre rispettiamo le richieste recenti di un'azione (militare), allo stesso tempo sottolineiamo la necessità di affrontare la crisi siriana attraverso il processo alle Nazioni Unite". Barroso e Van Rompuy hanno poi lanciato un appello congiunto ai leader del G20 affinché diano un messaggio chiaro per sostenere la crescita e la fiducia sui mercati.