Roma, 7 set. (Adnkronos) - I dodici deputati del M5S in protesta contro il ddl sulle riforme costituzionali hanno lasciato il tetto di Montecitorio intorno alle 16.30 di questo pomeriggio e sono scesi in piazza per incontrare i cittadini accorsi per sostenerli e per prendere parte al sit-in. I deputati M5S, quelli che hanno occupato il tetto della Camera e i loro colleghi presenti in piazza, hanno srotolato lo striscione con su scritto 'La Costituzione è di tutti' (che da venerdì sera svettava accanto alla torretta del palazzo) sul piazzale antistante il portone principale della Camera. Gli attivisti in piazza li hanno accolti al grido di "Tutti a casa" e hanno improvvisato una ola di benvenuto. Quindi si è levato il coro: "Fuori la mafia dallo Stato". "E' stata dura, è stata davvero una fatica - racconta Manlio Di Stefano -. Ma l'impegno della gente in piazza ci ha supportati e indotto ad andare avanti. L'obiettivo lo abbiamo raggiunto, era quello di arrivare alle masse". "Eravamo tutti lassù con loro, come gli operai che difendono il loro posto di lavoro", afferma il capogruppo del M5S alla Camera, Riccardo Nuti. Arriva anche il plauso di Grillo. "Bravi, ragazzi", ha detto il leader del MoVimento al telefono con i deputati. "Grillo lo abbiamo chiamato noi - racconta Giorgio Sorial, tra i 12 che hanno trascorso la notte sul tetto - per avvisarlo che stavamo scendendo. Ci ha detto che abbiamo fatto una cosa meravigliosa, che era fiero di noi e di come stavamo rappresentando i cittadini, compreso lui. Ci ha spronato ad andare avanti in difesa della Costituzione". "L'unica cosa che si sta lesionando, non prendendo a calci, è la nostra Costituzione", dice il vicepresidente della Camera eletto tra le file del M5S, Luigi Di Maio. La protesta attuata dai pentastellati "verrà valutata domani dai cittadini - sottolinea Di Maio - quando si recheranno nelle piazze per firmare la petizione che mira a bloccare il ddl sulle riforme costituzionali... Si tratta di un provvedimento che mette in serio pericolo anche la rappresentatività. Noi lo abbiamo denunciato nel modo pacifico che ci contraddistingue da sempre". Di Maio replica poi alle critiche mosse dalla presidente di Montecitorio, Laura Boldrini, sui costi della protesta: i "costi certificati fino a ieri dal questore della Camera" riguardo alla protesta del M5S sul tetto di Montecitorio "sono pari a zero. Poi dovete aggiungere 75 euro a dipendente. Alla Boldrini dico che sono costi irrisori che valgono quanto un suo giro in auto blu, niente rispetto a quello di cui parliamo". I 12 deputati M5S venerdì sono saliti in cima a Montecitorio in segno di protesta contro il ddl sulle riforme costituzionali. I 12 pentastellati, che dal tetto sabato mattina hanno salutato i turisti affacciati alle finestre degli alberghi di piazza Montecitorio, per la notte avevano con loro frutta e cioccolata. E qualche coperta, che non sono bastate per tutti. "A dire il vero abbiamo avuto un po' freddo - racconta un deputato - ma poi è arrivato il sole". I parlamentari grillini hanno attivato un tam-tam su Facebook e Twitter per far convergere quanti più supporter possibili in piazza Montecitorio. L'ex capogruppo M5S alla Camera, Roberta Lombardi, ha postato su Facebook la foto dei colleghi addormentati sul tetto di Montecitorio, augurando che la loro protesta funga da sveglia per il Paese. Beppe Grillo, sul suo blog nel post "Guida per parlamentari M5S autostoppisti eventualmente dispersi a Roma", torna ad attaccare i cosiddetti 'aperturisti' del Movimento, e pubblica un passaggio del "'Codice di comportamento eletti MoVimento 5 Stelle in Parlamento' liberamente sottoscritto pubblicamente da tutti i candidati prima delle elezioni politiche per poter partecipare: 'I gruppi parlamentari del MoVimento 5 Stelle non dovranno associarsi con altri partiti o coalizioni o gruppi se non per votazioni su punti condivisi'". Tradotto, non si fanno alleanze. Grillo indica poi Dario Fo come il "grande assente" delle ultime nomine presidenziali dei senatori a vita. ''La cosa non mi va giù - sottolinea -. Dario avrebbe rifiutato, va bene, ma il gesto andava fatto. Se non lui, uno dei due Nobel italiani in vita, chi altri? Questo è uno sgarbo istituzionale, non una scelta. Il massimo rispetto per le figure indicate, ma il sospetto che siano state nominate per un voto sicuro a un futuro governo del pdmenoelle, un Letta bis o un Amato, l'ex tesoriere di Craxi, eterno cavallo di ritorno, è forte''. Intanto, scoppia la polemica tra il M5s e Pier Ferdinando Casini, che critica la protesta dei 12 deputati pentastellati: "I parlamentari vengono pagati per lavorare, non per occupare i tetti''. A replicare è il capogruppo M5S al Senato, Nicola Morra, che sottolinea: "Casini perché non rivolge le sue critiche agli assenteisti di professione? Ci sono parlamentari che hanno mancato 1.040 sedute su 1.042", tra questi "Silvio Berlusconi, Niccolò Ghedini, Maria Rosaria Rossi e Paolo Bonaiuti".