La ex stellata De Pin annuncia la fiducia, minacce e grida dai 5S: "Venduta"
Roma, 2 ott. (Adnkronos) - L'ex senatrice del Movimento 5 Stelle Paola De Pin annuncia il suo voto di fiducia al governo Letta. Dai banchi dei senatori grillini parte il grido 'venduta'. La senatrice, ora nel gruppo Misto, legge il suo intervento tenendo tra le mani tremanti il foglio; subito dopo la conclusione dell'intervento scoppia in lacrime e viene consolata dai senatori e dalle colleghe del Pd.
Dai banchi dei grillini proseguono le proteste al suo indirizzo e un ex collega del M5S si avvicina minaccioso ai banchi del centrosinistra urlandole qualcosa e puntando l'indice destro verso di lei.
Poco dopo il senatore stellato Gianluca Castaldi, accusato di aver aggredito in Aula De Pin, assicura in un tweet: "Non ho minacciato nessuno. Le ho solo detto più o meno questo: dov'è la tua coerenza? Dovresti stare a casa e lasciare il posto ad un altro cittadino. Tutto qua!".
In quel momento, comunque, i senatori del Pd fanno muro attorno alla senatrice De Pin chiedendo al presidente Grasso di intervenire nei confronti delle intemperanze dei grillini. "Prendo atto, andiamo avanti", è la risposta di Grasso che genera ulteriori proteste da parte dei senatori del Pd. "Chi ha ascoltato e visto faccia una relazione alla presidenza" ha risposto Grasso, assicurando che si interesserà dopo aver ascoltato i questori di Palazzo Madama.
"Paola De Pin ha definitivamente consumato il proprio distacco dal M5S. Ogni critica politica è legittima ma, sia chiaro, non è ammissibile nessuna violenza, anche solo verbale". Lo scrive su Facebook il senatore M5S Francesco Campanella, commentando così gli attacchi in Aula.
Ma arriva il duro attacco di Claudio Messora ai quattro senatori 'transfughi' del Movimento, pronti a votare la fiducia. "Il Paese crolla, il tema è il rinnovo della fiducia al governo e gli ex 5 Stelle come Paola De Pin - attacca Messora su FB - anziché argomentare sulle ragioni di una scelta che investe 60 milioni di italiani (la proroga a un modello di larghe intese ampiamente fallito), usano i minuti dell'intervento in aula a loro disposizione non per motivare la loro scontata adesione al governo Letta ma per attaccare il Movimento 5 Stelle".
E proprio il presidente del Consiglio si rivolge ai "colleghi del Movimento 5 stelle", sottolineando "che il rispetto e la libertà della persona è la base della democrazia sostanziale. Non ne posso più di lezione di morale da chi minaccia perché uno ha cambiato idea" ha affermato il premier Letta nella sua replica al Senato, dopo che aveva espresso apprezzamento per l'intervento della senatrice De Pin.
