Roma, 3 ott. (Adnkronos/Ign) - "E' indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani" e "non è accettabile che vengano negati a un'istituzione valida creata dalla Commissione europea -il Frontex- mezzi adeguati per intervenire senza indugio". Lo chiede il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dopo la tragedia accaduta questa mattina a Lampedusa. "Siamo ormai dinanzi al succedersi -denuncia il capo dello Stato- di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale e in primo luogo dell'Unione europea". Il capo dello Stato aveva parlato del dramma immigrati ancora prima aver appreso la notizia del naufragio. In un messaggio inviato a monsignor Giancarlo Perego, direttore generale Fondazione Migrantes, Napolitano ha detto che darmmi come quello di Ragusa "scuote le nostre coscienze e impone a noi tutti di porre in essere le misure necessarie per evitare il ripetersi di queste tragedie" e quindi di affrontare con "maggiore sensibilità i problemi di una politica dell'asilo". La presidente della Camera Laura Boldrini, che questa mattina ha telefonato al sindaco Nicolini dicendole che presto sarà a Lampedusa definisce tremenda" questa nuova tragedia. E sottolinea come "l'aspetto più sconvolgente" è "il fatto che assistiamo da anni a tragedie identiche, sentendoci coinvolti, pronunciando parole di sincera commozione, ma senza trovare soluzioni. Vittime tutti noi - consapevoli o no - di quella 'globalizzazione dell'indifferenza'". E poi: "Le parole giuste le ha trovate ancora una volta papa Francesco. Commentando la strage l'ha definita una 'vergogna'". Per il presidente del Senato, Pietro Grasso, "immaginare l'orrore dei cinquecento migranti su quel barcone in fiamme che si è inabissato è impossibile. Il richiamo alla responsabilità, all'accoglienza e al soccorso di chi fugge da situazioni disperate -aggiunge Grasso in una nota - deve essere sentito da tutte le forze politiche e deve portare a una revisione della nostra legislazione in materia e a una più attenta gestione dei flussi migratori. Noi non possiamo lasciare al loro destino i migranti, l'Italia non deve essere lasciata sola dall'Europa". E sulla necessità di ''nuove politiche'' dell'immigrazione ''per evitare queste tragedie'' insiste anche il ministro per l'Integrazione Cecile Kyenge che, annuncia in conferenza stampa, domenica sarà a Lampedusa. Bisogna ''adottare canali umanitari che rendano più sicuri questi viaggi'', oggi gestiti dalle organizzazioni criminali che sfruttano il traffico di migranti. Bisogna ''dare risposte positive'' al fenomeno, risposte che vadano ''nel senso dell'inclusione, della cittadinanza''. A una domanda sulla abolizione della Bossi-Fini, Kyenge risponde che "se ne potrà parlare al coordinamento tra ministeri, da mettere in campo fin da subito". Ovvero il coordinamento tra i ministeri dell'Interno, dell'Integrazione, della Difesa e delle Infrastrutture sotto la surpervsione di Letta "per sviluppare un piano di aiuti per soccorrere i profughi e aiutare le comunità locali e i Comuni". Kyenge d'altro lato intende "chiedere con più forza di quanto fatto finora un intervento condiviso dall'Unione europea, a partire dall'adozione di canali umanitari che rendano più sicuri questi viaggi, sui quali organizzazioni criminali lucrano sulla pelle di uomini, donne e bambini". Il ministro ricorda poi che il Consiglio d'Europa "ha giudicato sbagliate le nostre politiche sui flussi migratori verso il nostro Paese: anche su questo dobbiamo dare risposte". ''Una tragedia infinita'', ''un dramma inenarrabile''. Sono le parole che usa per definire il naufragio di oggi il ministro degli Esteri Emma Bonino secondo la quale "gli esodi non hanno una soluzione miracolosa, altrimenti l'avremmo già trovata e perseguita''. Questa "immane" tragedia "non è umanamente sopportabile", secondo il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Maurizio Lupi. "Bisogna fare tutto il possibile - ha aggiunto - per fermare i trafficanti di morte che sfruttano la speranza dei poveri''. "Dopo anni di disgrazie questo Governo deve impegnarsi con l'Unione Europea per evitare drammatici episodi come quello di oggi con soluzioni urgenti e condivise dai Paesi che si affacciano sul Mediterraneo", ha detto il ministro dei Beni e delle Attività culturali e del Turismo Massimo Bray. E interviene anche il presidente dell'Europarlamento Martin Schulz che attraverso un tweet parla di "tragedia umana devastante". "La tragedia di Lampedusa scuote le nostre coscienze. Il Mediterraneo è diventato il cimitero delle speranze invece di essere l'orizzonte dello sviluppo. Dobbiamo impegnarci di più, come italiani e come europei", commenta il segretario Pd Guglielmo Epifani. I deputati Pd chiedono "risposte immediate" di fronte a una nuova tragedia del mare. "Ciò che sta avvenendo nel Mediterraneo ha motivazioni ben precise e riguarda l'instabilità nella regione e il conflitto civile in Siria che ha già provocato più di 100 mila morti e oltre 1 milione 300 mila rifugiati'', dichiarano i deputati del Pd, Eleonora Cimbro e Chaouki Khalid. E ancora Susanna Camusso, segretaria Cgil: "Non si può asssistere a queste tragedie come se quello che sta accadendo fosse altro da noi, fuori da da noi. Quello che sta accando è conseguenza delle guerre, delle grandi difficoltà e anche la conseguenza di un'Europa che non diventa grande potenza in grado di proporre pace e interventi". E il leder della Cisl Raffaele Bonanni, le va dietro: "Fermiamo una volta per tutte questi viaggi dell'orrore". L'Unione Europa è "chiusa in se stessa" in tema di immigrazione, ma deve "aprire la nostra politica di immigrazione e ridefinirla su base legali", dice Michele Cercone portavoce del commissario Ue agli Affari interni Cecilia Malmstroem. La Commissione Europea "ringrazia le autorità italiane per come stanno affrontando" lo sbarco di migranti sulle proprie coste, aggiunge il portavoce, ma "nessun Paese può affrontare da solo questo problema. E' una questione che necessita un impegno a livello europeo". E la Croce Rossa Italiana domanda: "Com'è possibile che ancora si muoia in questo modo per raggiungere un posto sicuro, lontano dalla guerra e dalla fame? Non ci stancheremo mai di urlare il nostro sdegno davanti a queste tragedie, non ci stancheremo mai di chiedere alle Istituzioni italiane ed europee un impegno concreto per evitarle''.