Molfetta, maxitruffa sul nuovo porto Due arresti, indagato il senatore Azzollini
Trani, 7 ott. - (Adnkronos/Ign) - Due persone sono state arrestate e oltre 60 risultano indagate nell'ambito di un'inchiesta, condotta dalla procura di Trani, su una presunta maxitruffa di circa 150 milioni di euro legata alla costruzione del nuovo porto commerciale di Molfetta (Bari).
Ai domiciliari, su ordine del gip del Tribunale di Trani, sono finiti l'ex dirigente comunale Vincenzo Balducci e il procuratore speciale della Cooperativa Muratori e Cementisti (Cmc) di Ravenna e direttore di cantiere, Giorgio Calderoni. Le ipotesi di accusa, per entrambi, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa ai danni dello Stato, abuso d'ufficio, reati contro la fede pubblica, frode in pubbliche forniture, attentato alla sicurezza dei trasporti marittimi e reati ambientali. Sessantadue in tutto le persone iscritte nel registro degli indagati, tra cui l'ex sindaco di Molfetta, il senatore Pdl Antonio Azzollini, attualmente presidente della commissione Bilancio di Palazzo Madama.
L’operazione, denominata 'D’Artagnan', è stata condotta dei militari del Nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Bari e del comando provinciale del corpo forestale di Bari, Ravenna e dei reparti dipendenti. L'area destinata all'opera, appaltata nel 2007 ma non ancora realizzata, è stata sottoposta a sequestro.
L'inchiesta, avviata nel 2010 ha preso le mosse da una segnalazione dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici di Lavori, Servizi e Forniture di Roma, secondo la quale c'erano presunte irregolarità relative all'appalto d'opera con cui venivano ipotizzate alcune limitazioni della concorrenza nel bando di gara predisposto dalla stazione appaltante (il Comune di Molfetta).
Le indagini hanno accertato come il fiume di denaro pubblico arrivato al comune di Molfetta e destinato alla costruzione del nuovo porto, sia stato invece utilizzato in parte per altro "grazie a una serie di atti illegittimi ed illeciti, di interferenze amministrative e di condotte fraudolente''. Il costo dell’opera è stato quantificato (tutto compreso) in 72 milioni di euro. A fronte di ciò, però, l'impegno complessivo pubblico (dapprima regionale, poi statale) è stato previsto per un totale di 147 milioni a seguito di varie leggi di finanziamento della stessa a partire dal 2001 e di ulteriori leggi di rifinanziamento a partire dal 2008. Sono stati incassati dal Comune 83 milioni. La somma sinora complessivamente e materialmente spesa per il porto è stata, invece, di circa 42 milioni. L'opera peraltro non è stata realizzata e non ci sono speranze che possa concludersi nei termini previsti, considerata la presenza massiccia di ordigni residuati bellici nei fondali marini interessati dai lavori.
Intanto mentre il M5S chiede un passo indietro di Azzollini non solo da presidente della commissione Bilancio, ma anche da senatore, solidarietà arriva dal presidente dei senatori del Pdl, Renato Schifani che si dice "certo che dimostrerà la sua totale estraneità rispetto ai fatti contestatigli e auspico che la magistratura concluda nei tempi più rapidi l'inchiesta".
