Imu sulle case di lusso, il Pd ritira gli emendamenti in commissioni Camera
Roma, 8 ott. (Adnkronos/Ign) - Il Partito democratico ritirerà tutti gli emendamenti al decreto legge Imu, relativi all'esenzione della prima rata dell'imposta. Lo annuncia il deputato Maino Marchi (Pd), primo firmatario della proposta di modifica presentata nelle commissioni Bilancio e Finanze, che introduceva un tetto di esenzione (valore della rendita catastale di 750 euro).
Il governo, spiega Marchi, ''si è impegnato a stanziare altre risorse per la Cig, in altri provvedimenti''. Inoltre ha assicurato che il meccanismo della service tax ''si baserà su un rilevante comportamento patrimoniale progressivo'', mentre i comuni avranno ''ampi margini di spazio'' nella determinazione della quota che riguarderà i servizi.
Per quanto riguarda i conti pubblici l'esecutivo ha dato rassicurazioni sul rispetto del deficit al 3%. Resta infine una sollecitazione, per introdurre misure in favore degli affitti. ''Riteniamo che ci siano le condizioni per il ritiro degli emendamenti che -spiega l'esponente del Pd- avevano l'obiettivo di porre delle domane'' e ottenere della risposte che ''ci sono state''.
Intanto, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che si trova a Cracovia, ha invitato alla calma. Sulle questioni fiscali, a partire dall'Imu, "abbiamo avuto piccoli episodi o motivi di polemica, non mi pare che siano da sopravvalutare", ha detto ai microfoni dei Tg .
Sulla questione è intervenuto anche Matteo Renzi. ''Spero che si colga questo momento per non continuare derby e risse quotidiane. Imu e Iva sono vicende importanti ma c'è qualcosa che va oltre, basta discutere in un momento in cui bisogna rilanciare l'economia che in tutta Europa è in crisi. Si mettano d'accordo''.
"Siamo di fronte al solito gioco di ricatti sulla pelle degli italiani", hanno denunciato i deputati del M5S. "I partiti delle larghe beghe hanno messo in piedi un suk nel quale sono entrati, come merce di scambio, anche il rifinanziamento della Cig in deroga e i fondi per l'emergenza abitativa. La maggioranza è allo sbando", hanno spiegato i deputati pentastellati. Il Pd, inoltre, "è totalmente scollato dalla realtà se ritiene, fissando l'asticella dell'esenzione a una rendita catastale pari a 750 euro, di escludere le case di lusso. In una città come Roma, infatti, pagherebbero l'imposta anche immobili in categorie come A2 e addirittura A3 di dimensioni persino inferiori ai 40-50mq. Sono queste, secondo il Pd, le abitazioni di lusso?".
Osservazione simile da parte del capogruppo del Pdl alla Camera Renato Brunetta che, prima della decisione del Pd, aveva fatto notore come la proposta del Pd sia "assurda". Perché "le rendite catastali non sono univoche su tutto il territorio nazionale". In periferia, ad esempio, "le case di più recente costruzione sono le più tartassate". Secondo Brunetta la proposta del Pd finisce per dare il via a "una specie di ‘riffa’ scriteriata di ordinaria ingiustizia fiscale, che si somma a quel museo degli orrori che è il fisco italiano". Ragioni sufficienti "a motivare una assoluta opposizione da parte del Pdl".
