Roma, 10 ott. - (Adnkronos) - I rischi per le prospettive economiche dell’area dell’euro continuano a essere orientati verso il basso. Lo afferma la Banca Centrale Europea nel bollettino mensile. L’evoluzione delle condizioni nei mercati monetari e finanziari mondiali e le relative incertezze, continua l'Eurotower, potrebbero incidere negativamente sulla situazione economica. I rischi al ribasso riguardano inoltre rincari delle materie prime a fronte di rinnovate tensioni geopolitiche, una domanda mondiale inferiore alle attese e una lenta o insufficiente attuazione delle riforme strutturali nei paesi dell’area dell’euro. Secondo il bollettino della Bce, gli andamenti dei dati di produzione industriale indicano una crescita lievemente più debole all’inizio del terzo trimestre, mentre gli indicatori della fiducia basati sulle indagini qualitative fino a settembre sono ulteriormente migliorati da bassi livelli, confermando nel complesso le precedenti aspettative di un graduale recupero dell’attività economica. In prospettiva, il prodotto dovrebbe riprendersi a un ritmo modesto, in particolare per effetto di un progressivo miglioramento della domanda interna sostenuto dall’orientamento accomodante di politica monetaria. L’attività economica nell’area dell’euro dovrebbe altresì beneficiare di un graduale rafforzamento della domanda estera di esportazioni. Inoltre, i miglioramenti complessivi dei mercati finanziari registrati dall’estate scorsa si stanno gradualmente trasmettendo all’economia reale, al pari dei progressi realizzati nel risanamento dei conti pubblici. In aggiunta, i redditi reali sono stati di recente favoriti dall’inflazione generalmente più bassa. Ciò detto, i rischi per le prospettive economiche dell’area continuano a essere orientati al ribasso. Le aspettative di inflazione per l’eurozona sono saldamente ancorate, in linea con il target di mantenerla vicina o sotto il 2%. La politica monetaria resterà accomodante finché necessario, continua la Bce nel bollettino. La Bce nel bollettino mensile ha chiesto ai governi della zona euro di non "vanificare gli sforzi già compiuti per ridurre i disavanzi pubblici e di riportare gli elevati rapporti debito/il su un percorso discendente". "I documenti programmatici di bilancio che i paesi si accingono a presentare per la prima volta ai sensi dei regolamenti del “two-pack” devono contenere misure di respiro sufficientemente ampio per la realizzazione degli obiettivi di bilancio definiti per il 2014", si legge ancora nel bollettino della Bce. "Inoltre i governi devono intensificare decisamente gli sforzi nell’attuazione delle riforme strutturali necessarie nei mercati del lavoro e dei beni e servizi. L’esigenza di tali riforme non emerge soltanto per sostenere i paesi nel conseguire un recupero di competitività e un riequilibrio all’interno dell’area dell’euro, ma anche per creare economie più flessibili e dinamiche che generino crescita sostenibile e occupazione" La disoccupazione nell’area dell’euro resta elevata e i necessari aggiustamenti di bilancio nei settori pubblico e privato continueranno a pesare sulle prospettive di crescita. Nel secondo trimestre del 2013 l’occupazione è diminuita ancora, mentre dati più recenti indicano una stabilizzazione del tasso di disoccupazione su livelli elevati. I dati delle indagini sono migliorati, scrive la Bce, ma segnalano comunque un ulteriore calo dei posti di lavoro nel terzo trimestre del 2013. Nel secondo trimestre dell’anno, il livello dell’occupazione è sceso per l’ottavo trimestre consecutivo, diminuendo dello 0,1 per cento sul periodo precedente. A livello settoriale, il recente calo riflette il ridimensionamento dell’occupazione nell’industria e un livello invariato nei servizi. Per contro, le ore lavorate sono aumentate, salendo nel secondo trimestre dello 0,6 per cento sul periodo precedente. I risultati delle indagini, pur se migliorati, segnalano comunque un andamento ancora debole del mercato del lavoro nel terzo trimestre del 2013. Nel secondo trimestre del 2013 la produttività per occupato è aumentata dello 0,5 per cento rispetto al periodo corrispondente del 2012, un tasso di crescita superiore a quello registrato nel trimestre precedente. Il recente incremento si è concentrato nei settori dei servizi e delle costruzioni, mentre la produzione è rimasta sostanzialmente stabile inell’industria in senso stretto. Riflettendo il netto aumento delle ore lavorate nel secondo trimestre, il tasso di crescita sul periodo corrispondente della produttività per ora lavorata è sceso allo 0,3 per cento nel secondo semestre.