Consumi, boom della telefonia: +77% in cinque anni. Crollo per i mezzi di trasporto
Roma, 12 ott. (Adnkronos) - Abbigliamento, mezzi di trasporto, alimentazione domestica, benessere personale sono le voci di consumo che, dal 1992 ad oggi, hanno visto ridursi maggiormente la loro quota nel paniere di spesa delle famiglie italiane con un calo di quasi il 2%; nello stesso arco di tempo, la quota di spesa per le telecomunicazioni è più che quadruplicata, passando dallo 0,8% al 3,3%, costituendo il principale cambiamento nelle abitudini di consumo. E' quanto emerge da un'analisi dell'Ufficio Studi di Confcommercio sui consumi delle famiglie italiane tra il 1992 e il 2012.
In crescita anche le spese per tempo libero (dal 6,9% all'8,8%), quelle per i pasti fuori casa (dal 6,3% al 7,4%) e i viaggi e vacanze (dal 2,6% al 3,1%).
Restringendo l'analisi al periodo 2007-2012, è ancora la componente legata alla tecnologia a registrare le migliori performance: infatti, gli acquisti di beni per la telefonia sono aumentati del 77%, quelli per computer, televisori, hi-fi e accessori di quasi il 21%; di contro, quella dei mezzi di trasporto è la voce di consumo che ha fatto segnare il risultato peggiore con un calo di oltre il 45%. L'andamento crescente dei prezzi relativi alle spese obbligate, come quelle per l'abitazione, ha inoltre di fatto ridotto le risorse a disposizione delle famiglie che hanno dovuto ridimensionare il consumo di altri beni, come i mezzi di trasporto, l'abbigliamento e le calzature la cui quota di spesa in un solo anno si è ridotta di mezzo punto percentuale. I prodotti di questi settori hanno tra l’altro una forte rilevanza all’interno della filiera del made in Italy con gli inevitabili riflessi negativi in termini di produzione e occupazione.
L'alimentazione in casa cresce solo nel 2012 a causa dell’eccezionale crollo di redditi e consumi totali: al contrario di quanto accade nei periodi di crescita, nei periodi fortemente recessivi la quota dei beni basici sul budget complessivo sale. E’ l’ennesima testimonianza della gravità della crisi.
