Roma, 29 ott.- (Adnkronos/Ign) - Sussistono "rischi ed incertezze" sulla modalità di intervento per la riduzione del cuneo fiscale, che comportano "evidenti problemi distributivi e di equità". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti Raffaele Squitieri in audizione in Senato sulla Legge di stabilità. "Secondo l'Ocse - spiega Squitieri - nel 2012 il cuneo fiscale del lavoratore medio dell'industria italiana si commisurava al 47,6% del costo del lavoro: il 23,3% riconducibile al prelievo a carico del lavoratore ed il 24,3% a fronte dei contributi per il datore di lavoro. I risultati sarebbero diversi nel 2014, alla luce delle novità" del ddl. "Si puo' stimare che l'incidenza della nuova misura per il lavoratore si ridurrebbe di quasi tre decimi di punto per effetto delle maggiori detrazioni Irpef, mentre per il datore di lavoro diminuirebbe in modo maggiore", rileva Squitieri. "Un risultato significativo, ma che lascia sostanzialmente inalterata la posizione dell'Italia nella graduatoria europea sul peso del cuneo fiscale, maggiore solo in Belgio Francia e Germania". Oltre ai lavoratori autonomi sono esclusi dal beneficio "gli incapienti e i pensionati, ossia circa 25 mln di soggetti che sono anche le categorie in maggiore dificoltà. Ciò comporta evidenti problemi distributivi e di equità". Scettica sulla riduzione del cuneo anche Bankitalia per la quale questa misura "risponde all'esigenza prioritaria di privilegiare il lavoro e la produzione", ma "la dimensione dell'intervento non è elevata" in quanto "riflette i limitati margini di manovra disponibili e la scelta di utilizzarli per interventi in altri ambiti". Tornando alla relazione della Corte dei Conti, la magistratura contabile evidenzia inoltre che con il provvedimento al vaglio del Parlamento c'è il rischio "di ulteriori aumenti impositivi" in particolare sulla casa: in particolare la Tasi "moltiplica il suo perso rispetto a quello incorporato nella vecchia Tares" e lasciando al Comune la facoltà di rideterminare l'aliquota "crea il presupposto per aumenti di prelievo da parte degli enti locali con aliquota Imu inferiore al massimo previsto dalla legge". "A rischiare di essere colpite sono le seconde case e gli immobili strumentali delle imprese allocati nei comuni finora 'virtuosi'", afferma Squitieri. La magistratura contabile sottolinea inoltre il "rischio di un deterioramento della tax compliance" che ne dipenderebbe. Anche su questo punto si aggiunge la posizione di Via Nazionale che giudica l'intervento sulla tassazione immobiliare "suscettibile di miglioramenti per alcuni aspetti". Per la Conte dei Conti, poi, "contrastare il declino del sistema produttivo rappresenta oggi l'emergenza nazionale sulla quale va concentrata e misurata la capacità di intervento" della Legge. Dati alla mano, ''per quel che attiene l'economia nazionale, è infatti ancora alta la probabilità che si realizzi un quadro meno favorevole di quello prospettato dal Governo, e con scostamenti crescenti nel tempo'', afferma ancora Squitieri. Nel suo intervento il presidente della magistratura contabile sottolinea inoltre che pur intravedendo nel testo "le condizioni per una tregua fiscale" basata su "un'elevata dose di deterrenza", c'è nel paese "l'urgenza per l'intero sistema economico nazionale di interventi diretti a recuperare i ritardi finora accumulati sul terreno delle riforme. L'elenco è vasto - osserva - va dal ridisegno delle competenze e delle strutture di governo del territorio, al destino da riservare alle società costituite negli anni dalle amministrazioni locali, oggi diventate in parte elementi fondamentali nella produzione di servizi, ma anche espressione di squilibri nascosti". Serve inoltre "la riforma del sistema di funzionamento delle autonomia territoriali". Il sistema fiscale inoltre "è impegnato nella definizione degli interventi in grado di garantire la 'fedeltà fiscale' del contribuente" ma rischia di "vedere vanificati" i risultati programmati a casua degli "impulsi contraddittori cui è sottoposto", rileva Squitieri. Da qui l'appello della Corte dei Conti. "Oggi - sottolinea Squitieri - è indispensabile uno sforzo straordinario mirato al recupero di ulteriori margini di risparmio sia da destinare alla riduzione del carico fiscale che ad incidere sulle carenze più evidenti nella qualità dei servizi pubblici". In questa prospettiva "il rafforzamento degli interventi per razionalizzare la spesa pubblica e dell'azione per rendere più efficienti le strutture amministrative va inteso nel significato più impegnativo e complesso di ripensamento delle modalità di prestazione dei servizi pubblici e delle modalità di accesso". Ne consegue "l'arduo impegno che si apre al commissario per la spending review da poco nominato", Carlo Cottarelli. Un impegno che deve basarsi su "una chiara strategia di governo della spesa" frutto di "una forte volontà politica e di una nitida visione sul profilo" del sistema pubblico. Solo per questa via selettiva, conclude , si possono reperire le risorse per "il sostegno della crescita".