La crisi ha mangiato 8 punti di pil Saccomanni: 'C'è graduale ripresa'
Roma, 29 ott. (Adnkronos) - L'Italia ha perso 8 punti percentuali di pil nel corso della crisi economica. Gli indicatori congiunturali segnalano però che l'attività economica ''si è finalmente stabilizzata, avviandosi verso una graduale ripresa''. Lo afferma il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, nel corso delle audizioni che si tengono al Senato sulla legge di stabilità.
Il pil nel 2013 su base annua segnerà una contrazione dell'1,8%, nel 2014 invece è confermata la ripresa, comunica il ministro. "Per il 2014 si confermano le prospettive di ripresa: tenuto anche conto del lieve impatto espansivo della legge di stabilità, la variazione annuale del prodotto è valutata all'1,1%. La crescita del pil si porterà su livelli ancora superiori a partire dal 2015, prefigurando una graduale chiusura dell'output gap; raggiungerebbe circa il 2% nel 2017".
Per quanto riguarda il gettito della Tasi, ad aliquota standard (1 per mille) di circa 3,7 miliardi, è inferiore al gettito di circa 4,7 ad aliquota standard dell'Imu sulla casa principale e della Tares sui servizi indivisibili, ricorda il ministro, spiegando che il minor gettito è compensato da trasferimenti dallo Stato.
Di certo, sottolinea Saccomanni, "la crescita di un Paese che ristagna da 20 anni richiede anche interventi radicali: la competitività non richiede più spesa pubblica, richiede maggiore efficienza e regole più semplici".
Insomma, "non ci sono soluzioni semplici per reperire risorse per ulteriori sgravi" dice il ministro. "Ora è necessario intervenire selettivamente sulla spesa"
e in questo "sarà
cruciale il processo sistematico di revisione della spesa". E i risparmi aggiuntivi, derivanti dall'attività di riduzione, dice il ministro, ''verrano destinati prioritariamente alla riduzione della pressione fiscale''.
"Le risorse che si renderanno via via disponibili - precisa - saranno destinate a riduzione della pressione e del cuneo fiscale". Il carico sulle imprese e sui lavoratori "va significativamente ridimensionato perchè ostacola la crescita''.
E ancora: "Mentre l'impostazione generale della manovra è apparsa in larga misura condivisa, sono state espresse riserve da parte dei rappresentanti delle forze politiche e sociali riguardo alle dimensioni dell'intervento relativo al cuneo fiscale. Ne siamo consapevoli - dice Saccomanni - ma abbiamo ritenuto opportuno spalmare le risorse disponibili nell'arco di un triennio in modo da dare un segnale di continuità alle famiglie e alle imprese".
Sulla distribuzione delle risorse "la legge di stabilità è aperta al contributo del Parlamento. Il governo pone come unico limite il rispetto degli obiettivi di finanza pubblica condivisi in sede europea". E' infatti "essenziale'' ma ''non sufficiente'' che il deficit resti entro la soglia del 3%. ''Il disavanzo strutturale deve tendere verso il pareggio: il peso del debito deve ridursi''.
''Abbiamo di fronte un sentiero stretto, dobbiamo utilizzare le risorse disponibili per dare il massimo supporto all'economia'' conclude. Al momento, "sono stati erogati agli enti debitori complessivamente 22 miliardi".
