Roma, 29 ott. (Adnkronos/Ign) - La Giunta del Regolamento del Senato è al lavoro per dirimere la questione del voto palese o segreto relativo alla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi. ll senatore Domenico Bruno (Pdl) ha chiesto la sospensione dei lavori in seguito alle motivazioni della sentenza sui diritti tv . Francesco Nitto Palma spiega: "La Corte di appello di Milano ha appena detto che l'incandidabilità è una sanzione amministrativa con la conseguenza della sua irretroattività, quindi dà ragione a noi e non c'è ragione di andare avanti". Il presidente dei senatori Pdl Renato Schifani in aula a palazzo Madama chiede al presidente Grasso di spiegare per quale motivo ha convocato ''la Giunta del Regolamento, forse per lavori notturni, per accelerare un voto''. ''Non accetteremo minimamente - avverte - che vengano calpestati i diritti del senatore Berlusconi''. Schifani chiede quindi a Grasso di interrompere i lavori della Giunta per il Regolamento alla luce delle motivazioni della sentenza della Corte d'appello di Milano. Francesco Russo, relatore Pd in merito al voto segreto o palese, osserva: "Il Pdl sta cercando di dilatare i tempi di decisione della Giunta del Regolamento. Per noi, invece, bisogna chiudere, e credo che una decisione ci sarà'' entro mercoledì o ''al massimo entro il week-end". Ad accrescere l'allarme del Pdl, riferiscono fonti parlamentari, voci su una possibile rottura della situazione di parità esistente in Giunta a seguito di un possibile orientamento di Linda Lanzillotta (Sc) a favore del voto palese. Gli schieramenti, sulla carta, vedono Pd, Sel e M5S in favore del voto palese; Pdl, Lega, Gal e molto probabilmente Svp per il voto segreto. Ago della bilancia rispetto ai sei voti che raccolgono entrambi i fronti, sarebbe a questo punto proprio Lanzillotta. Alla riunione partecipa anche il senatore Svp Karl Zeller, che fino all'ultimo era dato per incerto a causa della difficoltà dovute a uno sciopero degli aeroporti. E' scontro anche sul calendario dei lavori sul voto in Aula sulla decadenza di Berlusconi da senatore. Il Movimento 5 Stelle non ha votato il calendario proposto dalla capigruppo di palazzo Madama, che fino al 22 novembre non vedeva inserito il voto e ha proposto di calendarizzarlo il 5 novembre. L'aula del Senato ha però bocciato la proposta del Movimento 5 Stelle per modificare il calendario dei lavori. I senatori del M5S, sotto lo sguardo di Beppe Grillo seduto in tribuna, hanno applaudito polemicamente i senatori degli altri gruppi parlamentari che hanno respinto la proposta. "Hanno votato di nuovo rubando tempo, ora si va dopo il 20 novembre. Nessuno di noi vuole la testa di nessuno, ma qui ci giochiamo la testa del paese", ha detto Grillo, in diretta streaming, commentando il voto dell'Aula del Senato che ha respinto la proposta del M5S.