Racconto choc in radio: "Io gay come Simone, ho pensato al suicidio"
Roma, 30 ott. (Adnkronos) - "Sono Federico da Roma, purtroppo ho avuto un sacco di problemi nella società, perché vengo rifiutato all'università e in palestra, dove ad esempio la gente non vuole farsi la doccia con me per la mia natura sessuale''.
E' la testimonianza di Federico, un 21enne romano che martedì sera ha chiamato in diretta a 'Onorevole Dj', il programma condotto da Pierluigi Diaco su Rtl 102.5 in una puntata interamente dedicata all'allarme omofobia lanciato dalle organizzazioni omossessuali, per "denunciare" la sua condizione e il suo stato d'animo in relazione alla recente tragedia che ha visto protagonista un suo coetaneo morto suicida.
''Mi sono immedesimato anche io nella storia di Simone - ha detto - perché a volte ho pensato anche io di farla finita, però fortunatamente il mio compagno, che ho conosciuto alle scuole superiori, mi dà la forza di andare avanti giorno dopo giorno. La gente pensa che essere omossessuali sia diventata una moda, non pensano che i nostri sentimenti siano veri. Non è il caso di riportare in diretta il modo in cui vengo aggettivato o deriso".
Diaco lo ha incalzato chiedendogli non solo di dire come viene apostrofato, ma anche di raccontare se ha mai reagito. "Mi hanno anche detto 'frocio di merda'. Mi fanno mille dispetti, i più vari: rubano vestiti, nascondono le cose... io non ho mai reagito, si muovono sempre in gruppo. Io torno a casa, piango, ma fortunatamente ho il mio compagno vicino''.
''Anche a casa - ha raccontato Federico - non è mai andata bene: mio padre è la classica persona vecchio stampo che non accetta queste cose, infatti per un periodo ho dormito da mia nonna. Adesso sono tornato a casa e grazie a mia madre adesso anche mio padre sta capendo che mi deve accettare. Certo è anche brutto per un figlio dire 'mio padre mi deve accettare', io sono così, sono suo figlio a prescindere da tutto. Mi piacerebbe che ci fosse più sensibilizzazione nelle scuole per rendere l'omossessualità una cosa più normale, per evitare di cominciare a discriminare già da piccoli".
