Roma, 30 ott. (Adnkronos/Ign) - ''L'Italia ha le carte in regola per agganciare questa fase di ripresa e trarne appieno i vantaggi in termini di crescita e di occupazione''. Ad assicurarlo il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, parlando alla platea della 89esima Giornata del Risparmio. ''Dobbiamo tutti fare in modo - ammonisce- che questa opportunità non vada perduta in un clima di perdurante instabilità politica''. "Sui conti pubblici siamo costretti ad agire con grande prudenza; dobbiamo invece procedere con forte determinazione sulla qualità della regolamentazione e sull'efficienza delle amministrazioni: la crescita richiede interventi anche radicali". Dopo una crisi economica senza precedenti, aggiunge, "gli indicatori congiunturali disponibili segnalano ora che l'attività economica è finalmente stabilizzata, avviandosi verso una graduale ripresa''. ''Nelle stime del Governo la contrazione del prodotto nel 2013 è pari all'1,8%. Per il 2014, si confermano le prospettive di ripresa dell'attività economica con una crescita dell'1,1%'', riferisce il titolare del dicastero di Via XX Settembre. E ''la crescita del Pil si porterà su livelli ancora superiori a partire dal 2015, prefigurando una graduale chiusura dell'output gap; raggiungerebbe circa il 2% nel 2017''. Sarà cruciale, spiega, il processo sistematico di revisione della spesa, che rappresenta "il terzo pilastro dell'azione di governo". Le prime reazioni alle legge di stabilità, dice il ministro dell'Economia, ''sono state, come era prevedibile, di segno negativo''. ''E' essenziale che in questa fase si tenga la barra dritta'', sottolinea. ''La valutazione dell'impatto del disegno di legge di stabilità è cauta sotto più punti di vista''. La legge di stabilità definisce nel triennio 2014-16 sgravi fiscali per 16,5 miliardi. Di conseguenza sara' possibile avviare un ''graduale processo di riduzione della pressione fiscale'' che arriverà al 43,7% nel 2016. Le previsioni di crescita del Pil nel medio termine sono state effettuate sulla base di una ''valutazione prudenziale degli effetti delle riforme'' finora introdotte. Ma ora queste ''postulano la prosecuzione sia di politiche coerenti con gli obiettivi di consolidamento dei conti pubblici, e in particolare di riduzione del debito, sia degli interventi di riforma strutturale''. ''Il coraggio di fare il ministro dell'Economia in questo Paese è enorme - conclude -, quindi di tutto mi si può accusare meno che di....'' mancanza di coraggio.