Beirut, 6 nov. - (Adnkronos/Aki/Ign) - Otto persone sono morte e 50 sono rimaste ferite in un'esplosione avvenuta in piazza al-Hijaz, nel centro di Damasco. Secondo l'agenzia d'informazione 'Sana, l'attacco è stato condotto da "terroristi" che hanno fatto detonare un ordigno davanti alla sede principale delle ferrovie siriane. Le vittime sono in gran parte operai che stavano svolgendo lavori di manutenzione all'edificio. Secondo altre fonti, invece, le esplosioni in piazza al-Hijaz sarebbero state due e provocate da colpi di mortaio. Altre otto persone poi sono morte nell'esplosione di un'autobomba nella città di Sweida, nel sud del Paese, riferiscono fonti mediche e della sicurezza locale citate da 'Sana'. Secondo fonti dell'opposizione siriana, l'obiettivo dell'esplosione era una sede dell'intelligence. Non appena le condizioni di sicurezza lo permetteranno, gli inviati dell'Opac, l'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche, entreranno nei due siti siriani che non hanno potuto ispezionare. La scorsa settimana gli ispettori Opac hanno chiarito di aver visionato 21 dei 23 siti dediti alle armi chimiche dichiarati da Damasco e che il regime siriano ha rispettato la deadline del primo novembre per distruggere o ''rendere inoperativi'' tutti gli impianti per la produzione di armi chimiche. La Russia, intanto, è pronta a ospitare colloqui informali tra il regime siriano e l'opposizione. "La nostra offerta di contatti informali a Mosca, nel quadro della preparazione della conferenza di pace Ginevra 2 - ha detto ha detto il vice ministro russo degli Esteri, Mikhail Bogdanov, citato dall'agenzia Interfax - è importante per creare un'atmosfera positiva, in modo che le parti possano incontrarsi e discutere dei problemi esistenti". Il ministero russo degli Esteri ha confermato in una nota che le delegazioni di diplomatici di Mosca e di Washington che si sono viste ieri a Ginevra hanno preso atto dell'impossibilità di organizzare a novembre la conferenza Ginevra 2. "Tenendo conto che un gruppo di oppositori del governo siriano non è pronto a partecipare ai colloqui senza precondizioni - si legge nella nota pubblicata sul sito del ministero - si è deciso di organizzare un altro incontro (tra Usa e Russia, ndr) a Ginevra il 25 novembre, per coordinarsi sulle questioni restanti in vista della preparazione della conferenza". Proprio oggi il segretario generale della Nato, Anders Fogh Rasmussen, ha rilanciato un appello a tutte le parti in Siria perché partecipino alla conferenza di Ginevra 2, ora slittata a dicembre.