Roma, 6 nov. (Adnkronos/Ign) - "Sulla legge di stabilità si sono caricate tante aspettative. Forse troppe". Lo dice il premier Enrico Letta in una affollatissima riunione dei gruppi congiunti del Pd chiamati a discutere della legge di stabilità. "In questi sei mesi di governo" ci sono stati "tanti ostacoli e ogni ostacolo trovato rilanciava sul prossimo. E oggi -sottolinea Letta - discutiamo di questa legge con un carico alto di aspettative. Voglio riportare con i piedi per terra questa discussione". Il presidente del Consiglio rivendica i contenuti della legge di Stabilità, che segna una inversione di tendenza rispetto al passato. "Per la prima volta si inizia una discesa della pressione fiscale per imprese e famiglie. E' la prima inversione di segno degli ultimi 5 anni: nessun taglio alla sanità" e per la "prima volta si considerano i comuni alleati e non nemici. Salgono le tasse per le attività finanziarie e scendono quelle su famiglie e imprese", elenca il premier. "Mi chiedono coraggio ma ci vuole saggezza" avverte Letta. "Questa legge è la prima inversione di segno rispetto al taglio della spesa sanitaria. Per la prima volta ci sono più spese per investimenti che per spesa corrente". La manovra "dimostra che è stato giusto tenere i conti a posto" sottolinea Letta. "Grazie al fatto che abbiamo tenuto i conti a posto, non dobbiamo cominciare dal capitolo dei tagli". Anzi. "Abbiamo tre miliardi di euro che possiamo utilizzare per la crescita e che ci derivano dall'aver tenuto i conti in ordine e aver fatto le cose per bene" spiega Letta. Non solo. Dobbiamo decidere come usare i 5 miliardi di taglio del cuneo fiscale, "dobbiamo decidere se restringere la platea per dare più respiro a chi ne usufruisce o se metterli nel fondo autosufficiente o sull'occupazione" aggiunge Letta. Adesso bisogna guardare avanti, ma restando con i piedi per terra, sottolinea il premier. "Se riusciamo a fare un buon passaggio parlamentare, se arriveranno risorse da altre operazioni, l'anno prossimo potremo fare scendere debito e deficit, far scendere le tasse e affrontare il dramma della disoccupazione. Nessuna rivoluzione ma un cambio di segno che ci faccia cambiare direzione" afferma Letta. E conclude: "Il 2013 è ancora un anno segnato dalle scelte della precedente legislatura, il 2014 sarà compiutamente l'anno delle scelte di questo governo".