Iran, proseguono i colloqui a Ginevra: accordo sul nucleare vicino. 'No' di Israele
Washington, 8 nov. (Adnkronos/Ign) - E' sempre più vicino l'accordo tra Stati Uniti e Iran sul cruciale dossier nucleare. Il segretario di Stato americano John Kerry è infatti volato oggi a Ginevra per prendere parte al negoziato del gruppo 5+1 con l'Iran e partecipare a un incontro con il collega iraniano Mohammad Javad Zarif e l'alto rappresentante europeo per la Politica Estera Catherine Ashton.
Nella città svizzera anche il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius e il ministro degli esteri britannico William Hague e quello tedesco Guido Westerwelle. Un altro segnale che suggerisce la possibilità di un'intesa imminente
Al negoziato sul programma nucleare iraniano partecipano i cinque membri permanenti del Consiglio di Sicurezza Onu (Usa, Russia, Cina, Francia e Gran Bretagna) più la Germania, tutti paesi che al momento avevano inviato solo alti funzionari.
Secondo Zarif, che ieri durante una pausa del primo giorno di colloqui aveva dichiarato possibile un accordo entro oggi, l'Iran punta a mettere a punto "un testo condiviso" che rappresenti una base per "raggiungere gli obiettivi". "La volontà reciproca" di Iran e gruppo '5+1' è "la sola garanzia" per raggiungere un "accordo" sul programma nucleare della Repubblica islamica, ha sottolineato, spiegando che "abbiamo avviato un processo che puo' essere molto positivo e che puo' mettere fine a questa crisi provocata artificialmente", ma si tratta di un lavoro "difficile". "Davanti a noi ci sono questioni molto complicate e se dovessimo raggiungere un accordo, come noi vorremmo - ha precisato - sarà solo l'inizio di un lavoro ancora piu' difficile. E' importante muoversi nella giusta direzione". Rispondendo quindi a una domanda dell''Irna' sulla possibilità che l'accordo con il 5+1 preveda la revoca delle sanzioni contro l'Iran, Zarif ha affermato che "la questione delle sanzioni è molto importante, ma in questa fase delicata non intendo entrare nei dettagli".
Anche il presidente americano Barack Obama in una intervista alla Nbc ha fatto capire, pur mettendo diversi paletti, che una possibile intesa per un accordo graduale è possibile. Ma bisognerà trovare un meccansimo per garantire che l'Iran non sviluppi armi nucleari. "Il negoziato in corso verte su come l'Iran comincerà a rispettare i suoi obblighi internazionali e fornire garanzie, non solo a noi ma al mondo intero, che non sta sviluppando armi nucleari", ha detto Obama. "Il nostro lavoro -ha aggiunto- è mettere in funzione un meccanismo in modo da poter verificare quello che fanno e non fanno in merito al programma nucleare". In cambio, ha spiegato il presidente, verrà offerta una "modesta" riduzione delle sanzioni.
Contrario all'intesa Israele. Il Paese, ha detto il primo ministro israeliano Benyamin Netanyahu in un incontro carico di "tensione" con Kerry, "respinge completamente questo accordo e molti nella regione condividono la nostra opinione, anche se non la esprimono apertamente. Israele non si sente obbligato a rispettare questo accordo e farà quanto necessario per difendere se stesso e il suo popolo". "Gli iraniani si aggirano soddisfatti per Ginevra, perché hanno ottenuto tutto senza pagar nulla - ha aggiunto - volevano un allentamento delle sanzioni ... e l'ottengono senza pagare nulla perché non riducono in alcun modo la loro capacità di arricchimento" dell'uranio.
