Roma, 13 nov. (Adnkronos/Ign) - Autoveicoli, motoveicoli, quote societarie, conti bancari e numerosi beni immobili, per un valore complessivo pari a circa 25 milioni di euro. E' il patrimonio sequestrato a Ernesto Diotallevi, ex esponente della Banda della Magliana, in un blitz dei finanzieri del Comando Provinciale di Roma e i carabinieri del Ros. Tra i beni sequestrati, in particolare, un appartamento di 14 vani a Piazza Fontana di Trevi e un complesso turistico sul mare ad Olbia (Ss). Il decreto di sequestro preventivo, emesso dal presidente del Tribunale di Roma su richiesta della locale Procura della Repubblica - Direzione Distrettuale Antimafia, ha interessato anche la moglie Carolina Lucarini, i figli Mario e Leonardo, e i 'prestanome' individuati. Diotallevi, ''all'esito degli accertamenti economico-patrimoniali eseguiti'' è risultato essere ''a capo di una complessa ed insidiosa realtà criminale, la cui manifesta pericolosità è, da lungo tempo, cristallizzata negli atti processuali di numerose inchieste giudiziarie, alcune di grande rilievo, i cui frutti -si legge in una nota- in termini di proventi illecitamente accumulati, si trovano, a tutt'oggi, nel libero godimento da parte del medesimo, che ne ha direttamente od indirettamente la disponibilità''. In particolare, Diotallevi è ''uno dei capi storici della famigerata 'Banda della Magliana', consorteria nata ed operante in Roma, giunta, nel corso del tempo, a disporre di un tale grado di potenza offensiva da permettersi di spadroneggiare nel territorio della Capitale e del Lazio, controllandone la totalità delle più lucrose attività delinquenziali''. Nel corso degli anni, ''forte delle proprie capacità ed esperienze criminali acquisite sul campo'', Diotallevi ''è giunto ad acquisire un certo credito nella ben più ampia e temibile sfera delle organizzazioni della mafia siciliana, conquistando la fiducia dei suoi esponenti di maggior rilievo, come attestato, puntualmente, da numerose dichiarazioni di qualificati collaboratori di giustizia, anche organici alla criminalità organizzata romana, la quale ha stretto nel tempo accordi ed alleanze con la nominata organizzazione siciliana''. ''Il 'salto di qualità' trova ampio riscontro in numerosi atti di indagine e giudiziari, che delineano e ripercorrono circa trent'anni di storia criminale italiana (1981-2013)'', da qui il nome dell'operazione 'Trent'anni' eseguita da Gdf e Ros Carabinieri. Le Fiamme Gialle del Gruppo Investigazioni Criminalità Organizzata e i Carabinieri del Ros di Roma hanno individuato ''il vasto patrimonio personale del Diotallevi Ernesto (inteso latu sensu), nonché ulteriori beni fittiziamente intestati a persone fisiche e/o giuridiche a lui compiacenti (Ciotti Roberto e Floris Alessandro, nonché alle società ai medesimi facenti capo - C Immobiliare S.r.l. di Rimini, Gestimm S.r.l. e Sepefi Sr.l., entrambe di Roma), le quali -spiegano gli investigatori nella nota- hanno creato una schermatura finalizzata a fronteggiare eventuali provvedimenti ablativi emessi dall'A.G.''. Il Tribunale di Roma, a seguito di richiesta della Dda, ha disposto il sequestro di quote societarie, capitale sociale e patrimonio aziendale di 7 società di capitali, operanti nel settore della compravendita di beni immobili, della costruzione di imbarcazioni da diporto e sportive, del commercio energia elettrica, dei trasporti marittimi e delle holding impegnate nelle attività gestionali, una società liberiana, titolare di una lussuosa villa sull'Isola di Cavallo (Corsica), nove veicoli, tra autovetture e motocicli e 42 unità immobiliari situate a Roma, Gradara (Pu) e Olbia.