Filippine, ancora cadaveri nelle strade Oltre 2.350 i morti accertati
Tacloban, 14 nov. (Adnkronos/Ign) - Sono ancora molti i cadaveri che giacciono nelle strade delle aree colpite dalla furia del tifone Haiyan che si è abbattuto sulle Filippine l'8 novembre. Le squadre di soccorso presenti a Tacloban, la capitale della provincia di Leyte, quella maggiormente colpita dal tifone, cercano di farsi largo tra le macerie, scavando nel fango per recuperare i corpi di quanti hanno perso la vita nel disastro.
Le autorità filippine hanno riferito che al momento sono almeno 2.357 i morti accertati, mentre centinaia di migliaia di persone restano senza acqua potabile e cibo. Solo nell'isola di Leyte 270mila famiglie hanno bisogno di tende sotto cui ripararsi e in tutto si calcola che siano 7 milioni le persone colpite dal passaggio del tifone.
Il governo filippino, respingendo le critiche riguardanti la lentezza dei soccorsi, ha assicurato che oggi tutte le zone interessate verranno raggiunte. L'impatto della catastrofe è stato devastante, ha sottolineato il ministro della Difesa Voltaire Gazmin cha ammesso le difficoltà incontrate nel recupero dei cadaveri dovute all'enorme quantità di detriti provocata da Haiyan.
Intanto l'Unità di Crisi della Farnesina ha inviato una missione di personale assistito da due militari del COI che farà base a Manila per spostarsi a Leyte, con il supporto delle agenzie onusiane e della autorità locali, al fine di contribuire alle attività in corso in favore dei nostri connazionali. Ad annunciarlo è stato il ministro Emma Bonino. Il numero degli italiani non ancora contattati a seguito del passaggio del tifone Hayian nelle Filippine è molto esiguo. Essi sono di fatto concentrati sull'isola di Leyte, dove le comunicazioni risultano ancora interrotte in gran parte del territorio.
Nelle Filippine anche la portaerei della Marina statunitense George Washington. La nave ha gettato l'ancora nel Golfo di Leyte, lo stesso luogo nel quale durante la Seconda Guerra Mondiale le truppe americane sbarcarono per liberare il Paese dai giapponesi. Il gruppo navale che opera con la George Washington dispone di 21 elicotteri, che verranno impiegati per le attività di soccorso e di distribuzione degli aiuti.
