Roma, 25 nov. (Adnkronos) - C'è una serie di ''documenti che ci consentiranno di presentare domanda di revisione alla Corte d'appello di Brescia''. Silvio Berlusconi in apertura di conferenza stampa nella sede di Fi in piazza in Lucina ha confermato l'intenzione di ''chiedere la revisione del processo'' sui diritti tv. L'ex premier ha assicurato che andrà avanti, "fino in fondo" per la revisione e nel ricorso alla Corte europea, perché, ha dichiarato, "devo uscire per quello che sono: un cittadino esemplare che ha sempre pagato le tasse, che ha sempre dato un contributo positivo ai propri cittadini e al proprio Paese". Il Cavaliere ha assicurato che al momento della nascita dell'attuale governo e della rielezione del presidente della Repubblica "non c'è stato nessun patto" con Giorgio Napolitano "rispetto ad un salvacondotto" e "non c'è stata contrattazione alcuna". In vista del voto sulla decadenza di mercoledì prossimo Berlusconi ha scritto una lettera ai senatori del Pd e del Movimento 5 Stelle chiedendo un rinvio del voto dopo le nuove prove emerse relativamente al processo sui diritti tv. L'ex premier ha sottolineato la necessità di pacificazione. Se i due partiti dicessero sì alla decadenza, ha aggiunto, dovrebbero vergognarsi di questa decisione. Dal 1 agosto, ha riferito, "ho passato i giorni più brutti e più terribili della mia vita" per "una condanna ingiusta che comporta una damnatio memoriae sulla mia storia di imprenditore e di uomo di Stato". Berlusconi ha poi escluso l'ipotesi di un passaporto diplomatico offertogli da Vladimir Putin che gli potrebbe permettere di lasciare l'Italia. "E' una possibilità che non ho mai considerato - ha sottolineato -, perché desidero che la mia innocenza venga fuori a tutto tondo". "Siccome mi sento italiano al cento per cento - ha aggiunto - non prevedo scappatoie straniere". Un passaporto non è stato offerto all'ex premier, ha assicurato, "nemmeno per sogno. Non ho mai avuto alcuna offerta di questo tipo né dalla Russia né da altri Paesi, né le abbiamo naturalmente cercate". Berlusconi non ha sciolto i dubbi circa la sua presenza al Senato nella seduta che voterà sulla sua decadenza. Ai giornalisti che glielo chiedevano non ha risposto e si è limitato a dire che "aveva iniziato a scrivere gran parte di un discorso" per quella seduta. Il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda ha precisato: "Il voto sulla decadenza di Silvio Berlusconi resta fissato per mercoledì 27 novembre, come vado dicendo da tempo, e come il presidente del Senato Pietro Grasso ha confermato al termine della seduta". Il presidente della Giunta delle elezioni e delle immunità del Senato, Dario Stefano si è espresso contro "gli espedienti dilatori" in atto. ''Non incide sulla legge che va applicata e su una sentenza definitiva" che Berlusconi invochi fatti nuovi e la revisione del processo, ha precisato.