Putin dal Papa, oltre mezz'ora di colloquio "Urgente far cessare le violenze in Siria"
Città del Vaticano, 25 nov. (Adnkronos/Ign) - Prima l'incontro con il Papa poi la cena con Silvio Berlusconi. Questo il programma del presidente russo Vladimir Putin nel primo giorno di visita in Italia in vista del vertice intergovernativo con il premier Enrico Letta domani a Trieste. Il leader del Cremlino è giunto in Vaticano in forte ritardo, superiore alla mezz'ora, per l'udienza con Bergoglio. E' arrivato con un corteo di sette auto, scortate dalla polizia italiana.
Un ringraziamento per l'intervento sulla Siria ma nessun invito a Mosca. Può sintetizzarsi così il colloquio tra il Papa e Putin durato 35 minuti. "E' stata prestata speciale attenzione al perseguimento della pace nel Medio Oriente e alla grave situazione in Siria -riferisce una nota vaticana al termine del colloquio- in riferimento alla quale il presidente Putin ha espresso ringraziamento per la lettera indirizzatagli dal Santo Padre in occasione del G20 di Sanpietroburgo".
Inoltre, "è stata sottolineata l'urgenza di far cessare le violenze e di recare l'assistenza umanitaria necessaria alla popolazione, come pure di favorire iniziative concrete per una soluzione pacifica del conflitto, che privilegi la via negoziale e coinvolga le varie componenti etniche e religiose, riconoscendone l'imprescindibile ruolo nella società".
Durante quelli che la nota vaticana definisce "cordiali colloqui" Papa Francesco e Putin hanno espresso il loro reciproco "compiacimento per i buoni rapporti bilaterali, soffermandosi su alcune questioni di interesse comune, in modo particolare sulla vita della comunità cattolica in Russia, rilevando il contributo fondamentale del cristianesimo nella società".
In tale contesto, "si è fatto cenno alla situazione critica dei cristiani in alcune regioni del mondo, nonchè alla difesa e alla promozione dei valori riguardanti la dignità della persona e la tutela della vita umana e della famiglia".
Quanto alla possibile visita di Papa Francesco a Mosca, "non c'è stato alcun invito", riferisce padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano. Dopo l'udienza con il Papa, Putin ha incontrato monsignor Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, accompagnato da monsignor Dominique Mamberti, segretario per i rapporti con gli Stati. Il leader del Cremlino si è soffermati in territorio vaticano un'ora e venti minuti.
Dopo l'appuntamento in Vaticano, il faccia a faccia Putin-Napolitano. La giornata, carica di impegni e caratterizzata anche dalla protesta pacifica di Greenpeace, si conclude insieme all''amico' Silvio Berlusconi che oggi in conferenza stampa ha annunciato a proposito: il menu sarà "assolutamente patriottico".
Domani, invece, la giornata sarà dedicata al summit di Trieste, il primo da quello del 2010 a Mosca, al quale parteciperanno nove ministri del governo italiano e anche di più da parte russa. Un incontro che vedrà la firma di una ventina di accordi commerciali tra Italia e Russia in direzione di "un salto di qualità". A dirlo il consigliere per gli Affari economici di Palazzo Chigi Fabrizio Pagani spiegando che gli accordi riguarderanno in particolare la finanza, l'energia e l'industria. "L'Italia - ha affermato Pagani - è il secondo partner commerciale della Russia in Europa dopo la Germania e il quinto a livello mondiale e il secondo investitore, mentre gli investimenti russi in Italia non sono ancora molto forti, anche se c'è l'impegno perché diventino più importanti".
Questa mattina a Roma un gruppo di attivisti di Greenpeace Italia ha lanciato un appello a Putin per la liberazione definitiva degli Arctic30, ancora accusati di vandalismo. Gli attivisti, accompagnati da un orso polare, hanno esposto striscioni con il messaggio "Liberate Cristian" (l'italiano rischia una pena di sette anni di carcere in Russia) e "Free the Arctic 30" davanti al Vaticano, Palazzo Chigi e al Quirinale dove si terranno gli incontri.
E anche domani a Trieste sono previste manifestazioni come quella indetta dalle associazioni gay (''Putin a Trieste: Sos Russia'') per protestare contro le violazioni dei diritti umani nella Federazione russa. In piazza Ponterosso, a partire dalle ore 11, sarà sventolata una grande bandiera arcobaleno di 110 metri quadrati sulle arie del 'Lago dei cigni'. Mentre la città è già blindata nella cosiddetta 'zona rossa' (quella del vertice), chiusa anche ai pedoni, e dove sulle vetrine dei negozi, in tono di contestazione, compare la scritta: 'Chiuso per Putin''. Non è escluso poi un blitz delle donne Femen, che si battono per la liberazione delle Pussy Riot e di Greenpeace.
La 'zona rossa', accessibile ora solo a chi è munito del pass, è preclusa al traffico marittimo. Imponente lo schieramento delle forze dell'ordine, già sigillati i tombini e anche le cassette della posta da imbucare. Sarà controllato dai sommozzatori anche lo specchio d'acqua antistante piazza Unità. Imponente anche lo schieramento della sicurezza russa, con molti uomini arrivati a Trieste già dalla scorsa settimana. I russi affiancheranno le forze dell'ordine italiane, le cui fila saranno irrobustite dai rinforzi da altre regioni nel servizio di sicurezza. Putin sbarcherà all'aeroporto regionale dei Ronchi dei Legionari.
