Berlusconi: ''Giorno di lutto, ma resterò in campo''
Roma, 27 nov. (Adnkronos/Ign) - Silvio Berlusconi non è più senatore della Repubblica. Ma alle 17 e 43 mentre il Senato votava la sua decadenza, il Cavaliere da via del Plebiscito ha messo in chiaro che lui non esce di scena. "Resterò in campo", ha assicurato ai suoi sostenitori.
"Non disperate se io sarò fuori dal Parlamento. Saremo sempre in campo. Siamo qui, saremo sempre qui e io con voi. Anche da non parlamentare si può continuare a battersi per la nostra libertà. Mi batterò anche fuori dal Parlamento come altri leader. Come Grillo e Renzi...", ha spiegato. Il primo appuntamento sarà l'8 dicembre, forse a Milano. Nel giorno delle primarie Pd, il Cavaliere sta organizzando la convention dei primi 1000 club di 'Forza Silvio'.
Quindi l'attacco ai giudici, a Magistratura democratica, al Pd, alle sentenze ingiuste. "Questa sentenza grida vendetta davanti a Dio e agli uomini! Hanno calpestato la legge per farmi decadere. E' basata su teoremi e congetture", ha detto Berlusconi. Poi un stilettata ad Angelino Alfano e a suoi che la piazza ha apostrofato come 'traditori'. "Noi - ha sottolineato il Cavaliere- siamo dalla parte giusta, non tradiremo mai i nostri elettori".
''Siamo qui in un giorno amaro e di lutto per la democrazia'', ha detto Berlusconi che ha parlato a braccio per oltre un'ora. Questa è una manifestazione ''legittima e pacifica - ha continuato -, perché noi non viviamo nell'invidia e nell'odio come loro''.
La condanna sui diritti tv è ''basata soltanto su teoremi e congetture'', ha ribadito Berlusconi. La condanna, ha insistito, ''non è basata su nessun fatto, su nessuna dichiarazione su nessun documento, su nessun testimone. Soltanto teoremi e congetture''. ''Con la revisione del processo la sentenza sarà capovolta, sarò assolto'', ha assicurato.
"Allora - ha continuato - mi pare giusto domandare a questi signori della sinistra che non hanno voluto aspettare l'esito dei miei ricorsi: 'cosa farete, mi riporterete ad essere senatore, mi risarcirete?". "La risposta - ha detto il Cavaliere - non c'è, perché nulla potranno fare, e oggi sono euforici, brindano, perché hanno portato un nuovo nemico di fronte a un plotone di esecuzione. Lo aspettavano da vent'anni".
"Grazie, mi avete commosso. Grazie a tutti per essere qui. Vi ringraziano anche tutti i miei collaboratori e i miei parlamentari. Anche se alcuni di loro non sono più qui...", ha dichiarato Berlusconi ringraziando i militanti e i fan accorsi in via del Plebiscito e lanciando una stilettata a quei parlamentari che ora hanno aderito al nuovo gruppo del centrodestra con Alfano. Dalla platea è arrivata una bordata di fischi contro gli alfaniani che è durata quasi un minuto.
Secondo gli organizzatori della manifestazione di Forza Italia sotto palazzo Grazioli, c'erano circa 20mila sostenitori di Berlusconi . Nel kit per i manifestanti distribuito in via del Plebiscito c'erano bandiere tricolori con la scritta Forza Italia, quelle del '94, fasce da lutto al braccio "per la democrazia ormai dimezzata" e palette con l'avvertenza 'oggi decade la democrazia' e 'è colpo di Stato'.
Prima dell'intervento di Berlusconi, sulla facciata alla sinistra del portone principale è apparso uno striscione con la scritta 'E' un colpo di Stato' , subito rimosso dai funzionari della polizia. Luca D'Alessandro, deputato azzurro e capo ufficio stampa di Forza Italia, ha commentato: ''Mi auguro che episodi di questo genere non si verifichino più e venga ripristinata quanto prima la possibilità di esprimere liberamente ai manifestanti pensieri, opinioni e idee''. Sull'episodio i capigruppo di Forza Italia di Camera e Senato, Renato Brunetta e Paolo Romani, hanno annunciato un'interrogazione urgente ad Alfano.
Fi ha denunciato in una nota "un indegno e vergognoso boicottaggio''. ''Prima hanno costretto i pullman dei nostri sostenitori a parcheggiare a Cinecittà. Ora hanno spento le macchine dei biglietti e chiusi gli uffici della Metro A alla fermata Cinecittà-Anagnina". Atac però ha precisato che la stazione di Anagnina è stata sempre regolarmente funzionante.
In occasione della manifestazione è statorafforzato il presidio delle forze dell'ordine su via del Plebiscito. Undici persone sono state fermate e accompagnate in commissariato per accertamenti su segnalazione degli organizzatori. Si tratta di lavoratori dipendenti di un consorzio per il trattamento di rifiuti provenienti dal napoletano. Una volta in commissariato uno del gruppo ha cercato di darsi fuoco ma è stato bloccato dalla polizia.
