Roma, 2 dic. - (Adnkronos) - A novembre si è realizzato un fabbisogno del settore statale pari, in via provvisoria, a circa 7.200 milioni, che si confronta con il fabbisogno di 4.258 milioni del mese di novembre 2012. Lo rende noto il ministero dell'Economia. Il confronto con lo stesso mese dell'anno precedente, rileva il Mef, ''mostra un peggioramento pari a circa 3.000 milioni, ascrivibile in massima parte all'accelerazione dei prelievi delle amministrazione pubbliche per il pagamento dei debiti commerciali, nonché a maggiori interessi sul debito pubblico, già considerati nelle stime di competenza, e a minori introiti fiscali, che risentono sia di effetti di calendario, a novembre un giorno in meno rispetto allo stesso periodo del 2012, e sia dell'annunciato slittamento delle scadenze relative all'autotassazione delle persone giuridiche''. L'andamento del fabbisogno, conclude il Tesoro, ''è in linea con gli obiettivi previsti per fine anno tenuto conto che il mese di dicembre si chiude generalmente con un consistente avanzo''. Chiarisce poi, il ministero, riguardo Bankitalia: ''Va chiarito che è fuori luogo parlare di 'privatizzazione' della Banca d'Italia: infatti nulla cambia nella tipologia dei soggetti azionisti, che sono e restano le banche e altri soggetti finanziari determinati''. Inoltre, ''non c'è alcuna violazione della Costituzione nelle norme sulla rivalutazione delle quote del capitale della Banca d'Italia per le quali il governo ha utilizzato lo strumento del decreto-legge. Le critiche sollevate sono assolutamente immotivate''. In particolare, la revisione dell'assetto organizzativo della Banca d'Italia, sottolinea il Tesoro, ''si rende necessaria in via d'urgenza anche per adeguarlo al nuovo Sistema Unico Europeo di Vigilanza Finanziaria, in cui le funzioni di vigilanza verranno esercitate dalla Bce in cooperazione con le Autorità nazionali con l'obiettivo di assicurarne l'omogenea applicazione della supervisione bancaria nei Paesi dell'area dell'euro e negli altri Stati membri aderenti''. Nel merito, la questione della rivalutazione del capitale della Banca d'Italia ''è stata previamente approfondita a livello tecnico da una Commissione di esperti nominata dall'Istituto di via Nazionale; sul testo normativo proposto è stato quindi richiesto il previsto parere della Banca Centrale Europea, in corso di acquisizione''. Il decreto-legge, sottolinea ancora il Tesoro, mira, per un verso, ad aggiornare il valore delle quote dei partecipanti al capitale, rimasto immutato da lungo tempo; per altro verso, mira a far sì che ciascun partecipante non possa detenere più del cinque per cento del capitale, prevedendo all'uopo un meccanismo di cessione delle quote di valore eccedente, al fine di realizzare una più equilibrata distribuzione delle quote. Le nuove norme, rileva il Mef, ''sono in linea con l'indipendenza richiesta dai Trattati europei alla Banca d'Italia, che non impongono specifiche soluzioni organizzative, ma riconoscono libertà agli ordinamenti nazionali, purché sia garantita l'autonomia e l'indipendenza della banca centrale. L'assetto della Banca d'Italia, fondato sulla partecipazione di soggetti privati, ha garantito nel tempo questi elementi, è stato considerato conforme ai principi europei al momento dell'ingresso dell'Italia nella moneta unica e va preservato''. In conformità ai Trattati europei ed ai principi di libertà in essi contenuti poi, conclude il ministero, ''non si può escludere che i soggetti autorizzati a partecipare al capitale della Banca d'Italia possano avere anche sede legale e amministrazione centrale in uno Stato dell'Unione diverso dall'Italia''.