Roma, 5 dic. - (Adnkronos/Ign) - La Bce lascia il costo del denaro al minimo storico. Il Consiglio ha deciso di confermare il tasso di riferimento allo 0,25%, il tasso di interesse sulle operazioni di rifinanziamento marginale allo 0,75%; quello sui depositi resta allo 0%. L'ultima variazione risale al 7 novembre scorso, quando la Bce ha tagliato dello 0,25% il tasso di riferimento. I tassi di interesse "resteranno a questi livelli o pù bassi per un periodo lungo", annuncia il presidente della Bce Mario Draghi, aggiungendo che "la politica monetaria resterà accomodante per sostenere la ripresa". Quanto alla crescita, seppure restano "rischi al ribasso", migliorano leggermente le previsioni. "Dopo la crescita dello 0,3% registrata nel secondo trimestre e quella dello 0,1% nel terzo trimestre gli indicatori mostrano un tasso di crescita positivo anche nel quarto trimestre", afferma il presidente della Bce che per il 2014 e 2015 ha previsto per l'Eurozona "una ripresa dell'attività a un basso livello, soprattutto grazie a sviluppi nella domanda interna, sostenuti dalla politica monetaria accomodante" portata avanti dall'Eurotower. Parlando di inflazione, Draghi dice che "resterà bassa a lungo". I tecnici della Bce hanno rivisto le stime di crescita dei prezzi nell'Eurozona, tagliando le previsioni per il 2013 di 0,1 punti all'1,4%, mentre per il prossimo anno le stime sono state abbassate di 0,2 punti con un indice dei prezzi (Hicp) all'1,1%. La crescita dei prezzi per il 2015 è stimata al +1,3% I governi "non devono fermare gli sforzi in corso per ridurre i deficit": è la raccomandazione che torna a ribadire Draghi, aggiungendo che vanno "migliorati i servizi pubblici" e "minimizzati gli effetti distorsivi della tassazione". Per "generare crescita servono stimoli ma anche la correzione degli squilibri", avverte. Per questo, "i governi devono fare le riforme", perché "la crescita bassa dipende da riforme non fatte". E conclude: "le economie devono essere preparate perché gli stimoli abbiano effetto".