Roma, 7 dic. (Adnkronos/Ign) - Il Wto, durante la conferenza ministeriale di Bali, ha raggiunto l'accordo su un pacchetto di questioni destinate a semplificare gli scambi, consentire ai Paesi in via di sviluppo più opzioni per garantire la sicurezza alimentare, incrementare il commercio e l'aiuto allo sviluppo dei Paesi meno sviluppati. "Si è così d'accordo", ha annunciato il ministro indonesiano del commercio Gita Wirjawan in occasione della riunione di Bali, a seguito di una maratona negoziale tra i ministri del commercio provenienti da 159 nazioni che è andata avanti fino alle prime ore di sabato mattina. Si tratta di un traguardo molto importante per la liberalizzazione degli scambi commerciali, "il primo accordo globale da quando è stata fondata nel 1995 l'Organizzazione mondiale del commercio", ha detto Roberto Azevedo, capo del Wto. Secondo il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, l'accordo commerciale raggiunto a Bali ''darà una spinta reale all'economia globale. I potenziali guadagni potrebbero arrivare a mille miliardi di dollari''. Con questo accordo, aggiunge, ''i costi del commercio per le economie mature saranno ridotti del 10%''. Non solo. L'intesa ''aiuterà i Paesi in via di sviluppo a risparmiare circa 325 miliardi di euro l'anno e darà un sostegno vitale alle persone più povere del mondo nei Paesi meno sviluppati''. "L'accordo Wto raggiunto a Bali è un risultato storico - commenta il viceministro allo Sviluppo economico Carlo Calenda - Tutti i membri del Wto, dai Paesi meno sviluppati alle grandi economie mondiali hanno adottato un testo che prevede un'ampia gamma di misure per facilitare gli scambi commerciali, la possibilità per i Paesi in via di sviluppo e meno sviluppati di accumulare derrate alimentari da distribuire ai cittadini più poveri, una serie di misure per aiutare i Paesi meno avanzati a inserirsi nei flussi di commercio mondiale". Per l'Europa e l'Italia, si legge in una nota di Palazzo Chigi, sono di particolare importanza le misure di facilitazione commerciale, che permetteranno alle nostre imprese, Pmi in primo luogo, di esportare più facilmente, in tempi più rapidi e con minore burocrazia. "Si aprono nuovi spazi che sono sicuro che le nostre imprese, a partire dalle Pmi, sapranno cogliere in pieno, grazie al loro dinamismo e alla loro capacità di innovazione", afferma il presidente del Consiglio, Enrico Letta, nell'esprimere la propria soddisfazione a tutti quelli che hanno reso possibile l'accordo, a partire dal viceministro Carlo Calenda, dal commissario europeo al Commercio Karel de Gucht e dal direttore generale del Wto Roberto Azevedo. Ma sindacati e società civile mantengono un atteggiamento critico e vigile. Per Trade Game, l'Osservatorio sul commercio internazionale promosso da Cgil, Arcs/Arci, ''non si tratta di un 'accordo storico', come propagandato da molti Governi, ma di un compromesso che risponde, solo parzialmente, ad alcune delle richieste dei Paesi meno sviluppati, per sbloccare lo stallo del Round di sviluppo di Doha, che avrebbe dovuto legare le politiche commerciali a scelte di ridistribuzione". "Molte questioni importanti saranno ulteriormente rinviate e le dichiarazioni 'politicamente impegnative' - osserva Trade Game - andranno verificate nei fatti, tenendo bene gli occhi aperti su quello che succederà a Ginevra, uno spazio poco trasparente e accessibile per i Paesi più poveri e la società civile".