Mandela, Obama ai sudafricani: "Vostra libertà e democrazia sono la sua eredità"
Johannesburg, 10 dic. - (Adnkronos) - "La vostra libertà e la vostra democrazia sono la sua eredità". Così il presidente americano Barack Obama ai cittadini sudafricani durante la cerimonia solenne in memoria di Nelson Mandela, scomparso giovedì 5 dicembre a 95 anni.
Obama, che ha scambiato una stretta di mano con il presidente cubano Raul Castro e il presidente brasiliano Dilma Rousseff prima di prendere la parola, è stato accolto da un'ovazione da parte del pubblico. Mandela, che "non voleva essere considerato un'icona", "mi ha reso un uomo migliore".
La lotta di Mandela, che aveva "un'anima meravigliosa", "è stata la vostra lotta e il suo trionfo è stato il vostro trionfo", ha continuato Obama sottolineando che quando l'ex presidente sudafricano uscì dal carcere si comportò "come Lincoln e tenne insieme il suo Paese che rischiava di spaccarsi". E lo ha anche paragonato ai "padri fondatori dell'America" e a Martin Luther King per la sua lotta contro l'ingiustizia razziale. "Ci sono troppi leader - ha sottolineato - che rivendicano la solidarietà con la lotta di Madiba per la libertà ma che non tollerano il dissenso da parte del loro popolo. Ci sono troppe persone tra noi che rimangono in disparte, al comodo, nel cinismo, quando invece le nostre voci devono essere ascoltate". Mandela, ha detto ancora Obama, è stato un "gigante della storia". E nell'ultimo passaggio del suo intervento, ha citato i versi di 'Invictus', la poesia del poeta inglese William Ernest Henley, particolarmente amato da Mandela negli anni della sua prigionia: "Non importa quanto stretto sia il passaggio, quanto piena di castighi la vita, io sono il padrone del mio destino, io sono il capitano della mia anima".
Anche l'America ha vissuto "secoli di segregazione razziale", ha ricordato Obama. Per superare la segregazione ci sono voluti sacrifici e l'impegno di migliaia di persone. "Michelle e io - ha detto il presidente Usa - siamo i beneficiari di questa battaglia", ma, ha aggiunto, nonostante i progressi compiuti nel mondo, "il lavoro non e' ancora completato".
E' iniziata ufficialmente poco dopo le 11, con l'inno sudafricano, la cerimonia solenne in memoria di Mandela allo stadio Fnb di Soweto. All'evento hanno partecipato decine di leader internazionali. Oltre a Obama accompagnato dalla first lady Michelle, il presidente del Consiglio italiano Enrico Letta, la presidente brasiliana Dilma Rousseff, il presidente afghano Hamid Karzai. Tra i presenti anche il presidente dell'Autorità nazionale palestinese Abu Mazen, il segretario generale dell'Onu Ban Ki-moon, l'ex presidente sudafricano Frederik Willem de Klerk e l'arcivescovo Desmond Tutu.
Oltre al presidente sudafricano Jacob Zuma, a Winnie Madikizela-Mandela e Graca Machel, rispettivamente seconda e terza moglie dell'ex presidente sudafricano, nello stadio è arrivato anche il presidente cubano Raul Castro, accolto da un'ovazione da parte del pubblico.Zuma è stato fischiato al suo arrivo allo stadio e di nuovo quando il cerimoniere Cyril Ramaphosa, vice presidente dell'African National Congress, ha annunciato il suo nome. Alcuni avrebbero anche fatto un gesto con le braccia come per chiedere una sostituzione.
Le porte del Fnb Stadium, che contiene quasi 100mila persone, si sono aperte alle 6 ora locale. Nonostante la pioggia e il brutto tempo, gli spettatori sono entrati sventolando la bandiera sudafricana, ballando e intonando cori contro l'apartheid.
Mercoledì la salma di Madiba verrà esposta per tre giorni a Pretoria. I funerali solenni si svolgeranno il 15 dicembre a Qunu, il suo villaggio, nella provincia di East Cape.
