Mandela, in migliaia alla camera ardente Gaffes e disorganizzazione al memoriale
Pretoria, 11 dic. (Adnkronos/Ign) - Il feretro di Nelson Mandela è stato trasferito dalla sede dell'ospedale militare di Pretoria al palazzo del governo, dove è stata allestita la camera ardente e dove migliaia di persone stanno rendendo omaggio all'ex presidente sudafricano, morto giovedì scorso all'età di 95 anni.
Mandela è vestito con una camicia Batik gialla e nera fatta in Indonesia, divenuta uno dei tratti distintivi del suo abbigliamento. Il feretro dove riposa Madiba, coperto da una teca di vetro che permette di vedere il viso e la parte superiore del suo corpo, resterà esposto tre giorni nell'Union Buildings, sede ufficiale del governo e degli uffici della presidenza. Per domenica sono previsti i funerali e la sepoltura nel villaggio di Qunu.
Intanto, all'indomani della cerimonia allo stadio Fnb di Soweto, non mancano le critiche per l'organizzazione dell'evento. La folla di persone comuni ha cominciato a mettersi in fila alle sei del mattino, sotto una pioggia battente. Ma, a causa dei controlli di sicurezza, molti erano ancora fuori dallo stadio all'una, quando ha finito di parlare il presidente americano Barack Obama. Mentre la gente in fila cominciava a tornare a casa per pranzo, stanca e bagnata, ampi spazi dello stadio erano vistosamente vuoti. Non è stato concesso un giorno di vacanza per l'occasione e le autorità hanno scoraggiato il pubblico, ripetendo più volte che vi sarebbe stata troppa gente.
La commemorazione di Mandela è stata affidata soprattutto a capi di Stato stranieri. Ma le loro parole erano sovrastate dai canti e i balli della folla, mentre il sistema di amplificazione era chiaramente insufficiente. I fischi all'apparire del presidente Jacob Zuma sono stati imbarazzanti per il governo, così come lo stadio mezzo vuoto quando ha preso la parola Desmond Tutu. L'arcivescovo è stato l'unico, assieme ad Obama, a coinvolgere emotivamente la folla, ma ormai erano passate quattro lunghe ore sotto la pioggia e molti se ne erano già andati a casa.
Non è mancato un errore nella lista degli ospiti letta dal vice presidente dell'Anc Cyril Ramaphosa, che ha citato anche il presidente e il primo ministro israeliani, Shimon Peres e Benjamin Netanyahu, invece assenti. Ma la gaffe più imbarazzante è stata quella dell'interprete del linguaggio dei segni fasullo, che usava gesti a caso. Una circostanza che ha provocato indignazione nella comunità dei sordi.
La ciliegina sulla torta è stata infine la notizia che la casa di Tutu a Città del Capo è stata svaligiata approfittando della sua assenza per la cerimonia ufficiale. Una notizia che ha sottolineato ancora una volta il grave problema della criminalità diffusa.
Per il quotidiano Mail and Sunday, la cerimonia ha dimostrato come il governo abbia perso il contatto con la gente. "Hanno dimenticato cosa serviva ai sudafricani: una catarsi, la possibilità di celebrare un uomo che ha cambiato le loro vite - scrive la columnist Sarah Wild - ma allo stadio la gente era sullo sfondo di un evento pensato per le telecamere, con discorsi di persone che non avevano mai sentito, e che non hanno potuto ascoltare a causa della cattiva amplificazione''. "Doveva essere l'ultimo saluto a un'icona globale - scrive il quotidiano The Star - ma è stato un petardo bagnato, con folle indisciplinate, cattiva pianificazione e imbarazzo politico".
