Stop a obolo fisso e altare 'bancarella', sì happy hour: ecco il galateo del prete
Roma, 14 dic. (Adnkronos) - Dalle offerte in Chiesa agli altari allestiti 'a mo' di bancarella', senza dimenticare quelle canoniche che a volte sembrano più regge che case dove vive il sacerdote, arriva il galateo del prete doc o, per dirla con l'autore don Michele Garini, presbitero della diocesi di Mantova, il 'Galateo per i preti e le loro comunità' (edizioni Messaggero Padova). Dalla casa alla tavola, al tempo libero, il galateo passa in rassegna tutti i luoghi nella vita di un sacerdote e dispensa consigli utili. I preti ricordino tra l'altro: a tavola, mai la 'scarpetta'!
OFFERTE - "Non è per nulla piacevole la sensazione che si avverte entrando in alcune chiese dove sembra che tutto abbia un prezzo, dalla candela fino all'immaginetta sacra. Sarebbe utile rimuovere cartelli e targhette che fissano oboli precisi al centesimo, lasciando che i fedeli facciano in autonomia la loro offerta".
NO AGLI ALTARI-BANCARELLA - "Gli altari laterali vengono spesso allestititi a modo di bancarella del mercato, con l'esposizione di libri, ricordini o manufatti missionari. Evidentemente non può essere quello il luogo deputato per la pur lodevole proposta di materiale". Gli altari, tutti, dice don Garini, "conservano una loro dignità che non può e non deve venire meno".
NO AL PRETE ECONOMO - Chiese ricche e chiese povere e parroci che spesso "affogano letteralmente nella burocrazia". L'unica via d'uscita, suggerisce il galateo, "è fidarsi, affidarsi, delegare e incaricare". Il consiglio di don Michele è quello di "attivare delle ministerialità laicali che si prendano cura dell'ordinaria amministrazione, della gestione dei pagamenti, del conteggio e del versamento delle offerte".
STOP AGLI SPRECHI - Su questo dolente capitolo i preti dovrebbero essere in prima linea nel promuovere una nuova mentalità e una nuova prassi. "Meno luci inutilmente accese - suggerisce il galateo - meno fari per evidenziare improbabili scenografie notturne, un maggior controllo sulle temperature degli ambienti, un più essenziale utilizzo del telefono (privilegiando modalità di comunicazione a costo fisso come le e-mail), a salvaguardare l'integrità ambientale e, soprattutto, a formare cittadini consapevoli della loro responsabilità verso la società".
PASTORALE SOBRIA - Il galateo dei preti suggerisce "maggior consapevolezza economica di spese e investimenti" perché la pastorale non deve seguire dinamiche faraoniche. D'accordo la tecnologia ma, avverte il galateo di don Garini, "i pilastri su cui reggono le dinamiche pastorali sono quelli della preghiera, del confronto, della riflessione... realtà quasi gratuite".
NO AL LUCRO DA ATTIVITA' PASTORALI - "Nessun sacerdote dovrebbe cadere nelle logiche del 'così fan tutti', del 'che cosa sarà mai per pochi euro'. Chi si trova a dover amministrare un patrimonio non personale, ma appartiene a un'intera comunità cristiana, deve garantire che questo avvenga nella trasparenza, nella correttezza e nell'assoluta legalità".
NON INSEGUIRE GLI STATUS SYMBOL - Dal modo di vestire all'abbigliamento senza dimenticare la scelta della macchina, il galateo per preti doc consiglia di non inseguire gli 'status symbol': "Nella scelta del mezzo di trasporto, ad esempio, è importante non lasciarsi attrarre dalle sirene della pubblicità e dalla logica mondana dello status symbol. Scegliere un'auto che non passa inosservata non contribuisce di certo alla positiva costruzione della propria identità e rischia di favorire percezioni negative (addirittura scandalose) della propria persona".
STOP A VACANZE 'COOL' - L'auspicio è che il prete "sappia evitare 'riti' e mete del turismo di massa, lasciandosi guidare dalla cultura, dalla spiritualità e dalle bellezze ambientali. Lo stile e forse anche l'intelligenza del prete si riconoscono anche da questo".
NO AI PRETI 'MERCANTI D'ARTE' - A chi desidera avventurarsi in acquisti di arte e antiquariato, il galateo chiede: "Siete proprio sicuri di non averne già a sufficienza nelle vostre sacrestie?".
LA CASA DEL PRETE - No alla canonica-bunker quasi impenetrabile o alla canonica-porto di mare quasi invivibile per il troppo via vai. "Indubbiamente un sacerdote sempre disponibile con la porta aperta pronto all'accoglienza e al dialogo sarebbe il sogno di ogni comunità parrocchiale''.
ATTENZIONE AL DISORDINE - Una casa disordinata e non troppo pulita è un pessimo biglietto da visita per un luogo che dovrebbe essere caratterizzato dall'accoglienza. Detto questo, "l'impressione non deve essere quella che il prete si sta arredando la reggia".
NO ALLA SCARPETTA A TAVOLA - Anche da come sta a tavola un prete si capisce di che pasta è fatto. "I pezzi di pane - intima il galateo - non si morsicano, si spezzano con le mani e si rimettono in bocca interi. Le ciliegie si mettono in bocca intere. Niente scarpetta col pane per raccogliere il sugo". Banditi gli stuzzicadenti a tavola, "al massimo ci si reca alla toilette". Sconsigliabile il fumo, anche previo consenso.
Sì AL PRETE 'CASALINGO' - E' duro fare la spesa e spadellare, ammette il galateo del prete doc, ma lungi dal "banalizzare l'ecclesiologia, potremmo arrivare a dire che, per quella che è la semplice vita delle nostre comunità, un colpo di straccio o un buon piatto di spaghetti fumanti può far comprendere ciò che la riflessione teologica non sempre riesce ad esprimere".
PRETI SNELLI - L'eccessivo peso, oltre a sollevare serie riserve dal punto di vista estetico, influisce negativamente sul complesso della vita: diminuzione delle prestazioni fisiche, eccessiva stanchezza, perdita di lucidità, più sonno. E allora, passi per i cibi "surgelati" ma una "salutare pausa di mezz'ora" è buona cosa.
BANDITO L'ALTARE 'GALLERIA ORRORI' - Il rito richiede buone maniere, sobrietà e una certa eleganza: non dimentichiamo mai che quelle parole e quei gesti sono compiuti in nome di 'qualcun altro' e a servizio di tutta la comunità. E' quindi bandito l'altare-bancone che costringe il prete "allo slalom durante la messa" o qualsiasi "galleria degli orrori".
L'ABITO FA IL MONACO - Fermo restando che le celebrazioni non sono "sfilate di moda e neppure occasioni per fare sfoggio di ricchezza ma non sono neppure eventi che tollerano squallore e sciatteria: l'abito di chi celebra è chiamato a diventare espressione e testimonianza".
NO AI PRETI SU FACEBOOK - Il galateo chiede "quale sia l'utilità, l'efficacia e la positività di simili strumenti. Nel caso di un presbitero, le riserve si fanno ancora più marcate assieme alle cautele di cui sarebbe bene tenere conto". E, in definitiva, "la vita on line rischia di rivelarsi una clamorosa perdita di tempo e di energie".
Si' ALL'HAPPY HOUR AL BAR - La presenza di un prete in alcuni luoghi come un bar o un qualsiasi altro locale pubblico può apparire strana ma questo non può diventare un fattore di inibizione. Il prete deve essere mosso "dalla consapevolezza di chi si sta godendo la compagnia degli amici, il piacere del relax, la bellezza del divertimento".
