Epifani: "Sapremo restare uniti"
Milano, 15 dic. (Adnkronos/Ign) - "Un pò di competizione nelle democrazie fa bene". Così Guglielmo Epifani replica a chi gli chiede cosa pensa di una sfida tra il premier Enrico Letta e Matteo Renzi. Prima dell'inizio dell'assemblea del Partito democratico, Epifani sottolinea che la competizione "stimola a far bene a vicenda" e anche le primarie dimostrano "una volontà di sfidarsi e di vincere. Io penso che noi sapremo restare uniti". Renzi "ha avuto un mandato politico fortissimo, è un uomo di un'altra generazione per cui è chiaro - aggiunge Epifani - che siamo di fronte ad una svolta generazionale, ma non penso ci sia una svolta nei valori".
Tra i primi ad arrivare all'assemblea Pd Gianni Cuperlo, che assicura: "Se dovessi prendere atto" che la carica di presidente del partito "non è compatibile" con le idee e il progetto politico portato avanti fin qui, "non avrei mezzo secondo di dubbio a lasciare questo ruolo". Ora, esorta Cuperlo, "dobbiamo entrare tutti insieme in una nuova fase e provare a toglierci le casacche indossate fin qui, per capire se siamo in grado di indossarne una nuova. Noi abbiamo perso, ma sono profondamente convinto che abbiamo seminato del buono e del giusto". Dobbiamo essere "disponibili a stare in campo in modo unitario" difendendo le istituzioni.
Sull'elezione di Cuperlo alla presidenza, Pippo Civati afferma: "ci asterremo in modo simpatico". E spiega: "Non sono critico. Credo che il presidente debba essere riconosciuto da tutti e non debba essere uno dei candidati. Non faccio una guerra su cose secondarie". Per Civati, che parla con i giornalisti a margine dell'assemblea di legge elettorale, si può tornare al Mattarellum, prima di pensare a metter mano a una riforma costituzionale, che prenderebbe troppo tempo. "No -dice infatti- alla strada di una riforma costituzionale, altrimenti Renzi invecchia. Ve lo immaginate Renzi tra 5 anni?".
A chi gli domanda se l'elezione di Renzi alla segreteria rappresenta una svolta, Civati risponde: "può andare bene o male, dipende dal segretario". Questo Paese, sottolinea, "ha bisogno di una svolta radicale. Va bene l'accelerazione sull'abolizione ai finanziamenti ai partiti, ma il problema è la moralizzazione del Paese. Non servono interventi vistosi per nascondere i problemi veri". E sul rapporto Letta-Renzi prima una battuta: "spero non sia una gara a chi fa un tweet più presto". Poi assicura: "Renzi e Letta sono più vicini di quanto non si pensi".
