Città del Vaticano, 6 gen. (Adnkronos/Ign) - "Non accontentarci di una vita mediocre, del 'piccolo cabotaggio'. Non lasciarci ingannare dalle apparenze, da ciò che per il mondo è grande, sapiente, potente: non bisogna fermarsi lì; non bisogna accontentarsi dell'apparenza, della facciata". E' l'insegnamento che papa Francesco trae dall'esempio dei Magi, durante l'omelia pronunciata alla messa dell'Epifania celebrata nella basilica di San Pietro in Vaticano. Esorta il Papa: "Bisogna andare oltre, verso Betlemme, là dove nella semplicità di una casa di periferia, tra una mamma e un papà pieni d'amore e di fede, risplende il Sole sorto dall'alto, il Re dell'Universo. Sull'esempio dei Magi con le nostre piccole luci, cerchiamo la luce". Infatti, "i Magi, seguendo una luce, ricercano la Luce: la stella apparsa in cielo accende nella loro mente e nel loro cuore una luce che li muove alla ricerca della grande Luce di Cristo". Jorge Mario Bergoglio osserva che "in questo percorso dei Magi è simboleggiato il destino di ogni uomo: la nostra vita è un camminare, illuminati dalle luci che rischiarano la strada, per trovare la pienezza della verità e dell'amore, che noi cristiani riconosciamo in Gesù, Luce del mondo. L'importante - avverte - è essere attenti, vigilare, ascoltare Dio che ci parla". "Un aspetto della luce che ci guida nel cammino della fede è anche la santa 'furbizia': si tratta di quella scaltrezza spirituale che ci consente di riconoscere i pericoli ed evitarli" afferma Francesco nell'omelia. Il Papa indica l'esempio dei Magi, che "seppero usare questa luce di 'furbizia' quando, sulla via del ritorno da Betlemme, decisero di non passare dal palazzo tenebroso di Erode ma di percorrere un'altra strada. Questi saggi venuti da Oriente - osserva - ci insegnano come non cadere nelle insidie delle tenebre e come difenderci dall'oscurità che cerca di avvolgere la nostra vita". Il Pontefice esorta ad "accogliere nel nostro cuore la luce di Dio e nello stesso tempo coltivare quella furbizia spirituale che sa coniugare semplicità e astuzia, come chiede Gesù ai discepoli" quando raccomanda loro di essere "prudenti come i serpenti e semplici come le colombe". Sottolinea ancora Bergoglio: "Tutto un mondo edificato sul dominio, sul successo e sull'avere, è messo in crisi da un Bambino!". E ripercorrendo le pagine evangeliche del viaggio dei Magi e della reazione di Erode, commenta: "Il re e i suoi consiglieri sentono scricchiolare le impalcature del loro potere, temono che vengano capovolte le regole del gioco, smascherate le apparenze". Quanto a Gerusalemme, "chiamata a essere la città della luce, che riflette sul mondo la luce di Dio e aiuta gli uomini a camminare nelle sue vie", Francesco rammenta che "questa è la vocazione e la missione del popolo di Dio nel mondo", ma osserva che "Gerusalemme può venire meno a questa chiamata del Signore", ricordando che "i Magi, quando giunsero a Gerusalemme, persero per un po' la vista della stella". Poi, alla recita dell'Angelus dalla finestra del Palazzo Apostolico vaticano, in una piazza San Pietro colma di fedeli, il Papa spiega che la festa dell'Epifania "ci fa vedere un duplice movimento: da una parte il movimento di Dio verso il mondo, verso l'umanità; dall'altra parte il movimento degli uomini verso Dio". "Pensiamo alle religioni, alla ricerca della verità, al cammino dei popoli verso la pace, la giustizia, la libertà - sottolinea - Questo duplice movimento è mosso da una reciproca attrazione. Da parte di Dio, è l'amore per noi: siamo suoi figli, ci ama, e vuole liberarci dal male, dalle malattie, dalla morte e portarci nella sua casa, nel suo Regno. E anche da parte nostra c'è un amore, un desiderio: il bene ci attrae, la verità ci attrae, la vita, la felicità, la bellezza". "Mi piacerebbe dire a quelli che si sentono lontani da Dio e dalla Chiesa, a quelli che sono timorosi e indifferenti: il Signore chiama anche te ad essere parte del suo popolo e lo fa con grande rispetto e amore!" dice Francesco rivolto ai fedeli. E al termine dell'Angelus eleva una preghiera affinché "la pace che Dio ha donato all'umanità con la nascita di Gesù rafforzi in tutti la fede, la speranza e la carità e dia conforto alle comunità cristiane orientali che sono nella prova".