Doppio cognome a figli, dopo condanna Ue arriva in Senato ddl bipartisan Fi-Pd
Roma, 9 dic. (Adnkronos) - Facoltà della donna di aggungere al proprio cognome quello del marito e diritto per il figlio di assumere il cognome di entrambi i genitori. Sono due punti del ddl bipartisan presentato in conferenza stampa a palazzo Madama da Alessandra Mussolini, Maria Rizzotti, Ciro Falanga (Fi) e Stefano Esposito, Sergio Lo Giudice, Donella Mattesini (Pd). Un provvedimento che i firmatari vedono più urgente alla luce della condanna inflitta dalla Corte di Strasburgo all'Italia dopo la vicenda della coppia milanese cui è stato rifiutata la possibilità di attribuire alla figlia il cognome della madre.
Ricordando la difficoltà sostenuta e i tempi richiesti per vedere attribuito il proprio cognome ai figli, Mussolini ha spiegato che il ddl punta a inserire un articolo 315 ter nel Codice civile in base al quale "il figlio ha diritto di assumere il cognome di entrambi i genitori". Falanga ha ricordato che oggi "è, sì, possibile per i figli aggiungere il cognome della madre, ma la procedura richiede che venga data un'adeguata motivazione che non si capisce in cosa debba consistere".
Esposito è andato più in là, sul piano procedurale, sottolineando che "dopo la sentenza di Strasburgo c'è anche il requisito dell'urgenza" che giustificherebbe un rapido intervento del governo "già nelle prossime settimane". Un decreto, insomma, che troverebbe terreno fertile in Parlamento alla luce dell'ampia condivisione dello spirito che ispira l'iniziativa. Nella proposta di Sergio Lo Giudice, inoltre, si prevede che il figlio che assume il cognome di entrambi i genitori possa a sua volta trasmetterne uno solo. In caso di dissidio tra i genitori sull'ordine con cui registrare i cognomi, al figlio sono attribuiti i cognomi di entrambi in ordine alfabetico. "Nell'ordinamento ci sono ancora troppi residui sessisti, maschilisti e discriminatori del vecchio diritto di famiglia" ha sottolineato il senatore Pd.
Intanto, Riccardo Nencini, senatore e segretario del Psi, non si scompone più di tanto per la 'svista' verificatasi con la convocazione della conferenza stampa al Senato da parte di Fi e Pd che taglia fuori i socialisti che pure sul tema hanno depositato un loro progetto firmato da lui stesso, Enrico Buemi e Fausto Guliherme Longo. "Nessun problema, è evidente che Forza Italia prosegue nella sua ricerca di forme di interlocuzione privilegiata con il Pd di Matteo Renzi...", dice all'Adnkronos.
Nel merito, però, Nencini ci tiene a evidenziare due aspetti che mancano nei ddl altrui, anche se plaude sul fatto che finalmente "al Senato torna una battaglia sui diritti civili... Il nostro ddl , però, prevede un diritto rafforzato per la donna, che può conservare, se lo desidera, il cognome del marito. Inoltre -conclude- il figlio al quale è stato dato un doppio cognome, raggiunta la maggiore età, ha il diritto di conservarlo ma anche di optare per uno solo dei due.
