Lavoro, Ue promuove 'JobsAct' di Renzi Andor: "Va nella direzione auspicata"
Roma, 9 gen.(Adnkronos/Ign) - Consensi, dubbi e molta cautela. Dibattito aperto sul 'JobsAct', il piano sul lavoro presentato ieri sera dal segretario del Pd Matteo Renzi nella sua e-News e che sarà discusso nella direzione del Pd il 16 gennaio. Si tratta di una ''bozza'', ha ribadito oggi Renzi, ''che sarà definita il 16 gennaio e poi diverrà un documento tecnico. Gradite idee, critiche, commenti'', ha twittato il sindaco aggiungendo l'indirizzo mail.
Nel frattempo il 'piano' sul lavoro, messo a punto dai responsabili Lavoro ed Economia Marianna Madia e Filippo Taddei, ha incasssato il sì dell'Europa. E' "un nuovo programma'' e, seppure non siano definitive, sembrano "andare nella direzione auspicata dall'Ue in questi anni", ha affermato il commissario Ue per il Lavoro, Laszlo Andor.
Massima cautela dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini. "La proposta di Renzi sulla natura dei contratti e le tutele ad essi collegati non è nuova, ma va dettagliata meglio" e più che altro molte delle proposte contenute nel 'JobsAct' ''prevedono investimenti consistenti'', ha commentato Giovannini , intervenendo a 'Prima di Tutto' su RadioUno.
"Bisogna capire di cosa si sta parlando - ha detto il ministro Giovannini - Noi adesso abbiamo ogni trimestre circa 400 mila assunzioni a tempo indeterminato e circa 1 milione e 6 a tempo determinato. Allora riuscire a trasformare contratti precari in contratti di più lunga durata è un obiettivo assolutamente condivisibile, che però in un momento di grande incertezza come questo molte imprese siano disponibili ad andare in questa direzione è un fatto fa verificare. C'è poi da dire che molte delle proposte presentate da Renzi in questa lista prevedono investimenti consistenti", spiega ancora dai microfoni di 'Prima di tutto' ricordando anche le proposte già presentate in passato.
Il piano di Renzi per ora ha raccolto il pieno consenso della Cisl. "Siamo tendenzialmente favorevoli perché l'idea di dare forza ad un solo contratto eliminando tutti i contratti civetta, tipo le false partite iva che servono solo a pagare meno i giovani, ci convince", dice il segretario Raffaele Bonanni dai microfoni di SkyTg24.
Dalla Cgil il segretario Susanna Camusso ha salutato con favore che ''il dibattito politico finalmente parli di lavoro e che il più grande partito di centrosinistra si stia impegnando a fare proposte''. Detto questo, però, ha insistito sulla necessità che ''tutte le risorse disponibili vadano alla creazione di posti di lavoro''. "Abbiamo cominciato a vedere le proposte del cosiddetto jobs act. Avremmo sperato in una maggiore ambizione, a partire ad esempio dalla creazione del lavoro, delle risorse -penso alla patrimoniale- ma è già importante avere il tema del lavoro al centro del dibattito", ha detto parlando a Firenze all'attivo dei quadri e dei delegati della Cgil Toscana. "Che si dica esplicitamente che bisogna ridurre le forze del lavoro -ha aggiunto - è una novità assolutamente importante. Finora lo dicevamo solamente noi. Credo che questa sia materia sulla quale si potrà sicuramente discutere".
Un'apertura è arrivata anche dal Movimento Cinque Stelle. ''Noi siamo convinti che il reddito di cittadinanza continua a essere lo strumento migliore - ha detto la capogruppo uscente del Senato Paola Taverna - . Quello che dice Renzi in parte può essere condivisibile dal punto di vista teorico ma noi continuiamo ad aspettare dei fatti''.
Più cauto il Nuovo centrodestra che, con il presidente dei senatori Maurizio Sacconi, ha messo in guardia da alcune misure che ''potrebbero rivelarsi ostili alle imprese''.
''Primo - ha spiegato Sacconi- un costoso sussidio universale se finanziato, come oggi è, da contributi sul lavoro. Secondo: l'eliminazione o l'irrigidimento ulteriore di tipologie contrattuali flessibili in cambio di un allungamento del periodo di prova nei contratti a tempo indeterminato, riempito peraltro da obblighi formativi. Terzo: una legge sulla rappresentanza e gli accordi sindacali a tutto vantaggio dei sindacati più radicali. Quarto: la presenza dei rappresentanti eletti dei lavoratori nei Consigli di amministrazione''.
Netta stroncatura da Forza Italia. Per il presidente dei deputati Renato Brunetta è la dimostrazione che ''una cosa sono le campagne elettorali di partito e altra cosa sono le proposte serie e convincenti per governare il paese. Il testo di Renzi sembra scritto da dilettanti allo sbaraglio, un po' furbetti, un po' opportunisti, sicuramente molto pasticcioni, che a un certo punto si sono dovuti fermare perché non riuscivano ad andare avanti. E hanno 'aperto' il documento a contributi esterni perché da soli non riuscivano a riempirlo".
