Tasi, Scelta Civica avverte Letta: cambiarla o maggioranza rischia
Roma, 9 gen. (Adnkronos) - Risolvere il pasticcio Tasi, razionalmente e in modo organico, senza ricorrere all'ennesimo rattoppo. Non è un ultimatum al governo - ma poco ci manca - quello lanciato dai vertici di Scelta Civica che, in una conferenza stampa alla Camera, non ha escluso di non votare l'emendamento dell'esecutivo al decreto sugli enti locali, con il quale garantire ai comuni le risorse per il mancato gettito dovuto alle previste detrazioni per i nuclei famigliari con redditi più bassi.
Ormai, hanno spiegato gli esponenti di Scelta Civica, il provvedimento sulla tassazione degli immmobili è un groviglio di mosse e contromosse che, se risolve un problema, ne apre un altro.
"C'è stato un proliferare di sigle - ha sottolineato il segretario Stefania Giannini - che, se non ho contato male, ha prodotto una quarantina di interventi diversi negli ultimi otto mesi. Fatto sta che adesso gli italiani non sanno più quanto e quando si paga", senza contare che la novità dell'annunciato emendamento del governo, ha aggiunto, "non ci piace proprio. Faremo le nostre proposte ma intanto facciamo un appello al governo affinchè ci si metta intorno a un tavolo e si possa trovare tutti insieme una soluzione, che noi avevamo proposto da tempo, ma che non è stata nemmeno presa in considerazione".
"Noi - ha proseguito Giannini - speriamo che nei prossimi giorni si possa riunire davvero il tavolo politico di cui ci ha parlato Enrico Letta nell'incontro di palazzo Chigi, in modo che si chiarisca chi sta con il governo veramente e fino in fondo, senza avere altri ruoli in commedia".
"La nostra proposta - ha poi spiegato il capogruppo alla Camera Andrea Romano - è metterci intorno a un tavolo per definire una volta per tutte, entro 30-40 giorni, quale deve essere la tassazione sugli immmobili. Come ha detto il presidente dell'Anci Piero Fassino, nemmeno l'intervento annunciato dal governo sulla Tasi sarà risolutivo e quindi la situazione continua a essere incerta".
Proprio il sindaco di Torino e presidente dell'Associazione nazionale dei Comuni italiani, al termine dell'incontro con il ministro degli Affari regionali Graziano Delrio, ha riferito di aver affrontato il tema: "Ci è stata illustrata la proposta che prevede un'aliquota aggiuntiva dell'8 per mille sul prelievo Imu-Tasi per coprire le detrazioni che i Comuni dovranno adottare per le fasce deboli. Noi abbiamo preso atto di questa proposta, ma al tempo stesso abbiamo espresso grande preoccupazione perché non risolve il problema del minore gettito che deriverà ai Comuni dal passaggio dall'Imu alla Tasi".
Intanto è stato fissato l'ufficio di presidenza dell'Anci per giovedì 16 gennaio alle 11 a Roma, per discutere di Tasi e Imu. La riunione sarà allargata ai presidenti delle Anci regionali e dei sindaci dei comuni capoluogo di provincia.
