"'Ndrangheta, una scelta di vita" Imprenditore in manette a Roma
Roma, 10 gen. - (Adnkronos) - Finanzieri del Comando Provinciale di Roma hanno arrestato il noto imprenditore calabrese Pasquale Capano, da anni residente a Roma e vicino ad ambienti malavitosi 'ndranghetisti, in quanto, attraverso l'utilizzo di società intestate a prestanome, ha attuato una serie di investimenti illeciti nel settore turistico immobiliare, agevolando, anche indirettamente, il clan di 'ndrangheta 'Muto' di Cetraro (Cosenza).
Già nel marzo del 2013, il Gico del Nucleo di Polizia Tributaria, coordinato dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, aveva sottoposto a sequestro preventivo un'importante azienda operante nel settore agricolo-zootecnico, in una nota località turistica lucana, di fatto riconducibile a Capano. L'ultima operazione ha portato all'arresto, oltre che di Capano anche della moglie Antonella Fusconi e del cognato Stefano Fusconi, questi ultimi due agli arresti domiciliari.
La Sezione per il riesame dei provvedimenti restrittivi del Tribunale di Roma ha accolto pienamente l'appello proposto dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, nella persona del Procuratore Capo Giuseppe Pignatone e del sostituto procuratore Palaia Maria Cristina, riconoscendo non solo la sussistenza di una grave scorta indiziaria nei confronti di Capano, della moglie e del cognato ma, soprattutto, la sussistenza delle ipotizzate esigenze cautelari. Più in particolare, i giudici del riesame, a seguito delle indagini delle Fiamme Gialle del Gico e delle motivazioni integrative evidenziate dalla Distrettuale Antimafia capitolina, sottolineavano la forza probatoria di una lettera, rinvenuta nel computer di Pasquale Capano durante una perquisizione.
Una lettera, peraltro indirizzata ad un altro pregiudicato mafioso, nella quale viene ricordato come l'affiliazione 'ndranghetista costituisca una scelta di vita e non già solo un'opportunità affaristica, e sottolineato il ruolo criminale preminente di Capano sul destinatario, per poi tenere quella che, in maniera perfetta, è stata definita una vera e propria lezione di ''diritto mafioso'': "Essere 'ndranghetisti è una scelta non più revocabile e che crea un vincolo di sangue tra gli associati ineludibile, - spiega Capano nella missiva -chiamati sempre ad un mutuo soccorso, anche e soprattutto in ipotesi di (prevedibili) 'infortuni giudiziari'''.
Da evidenziare altre affermazioni di Capano: ''…la prima cosa che mi è stata spiegata nelle prime frequentazioni di alcuni ambienti è stata la differenza fra 'concetto di amicizia e fratellanza'…infatti l'amicizia è espressione di una frequentazione abituale, la fratellanza…rappresenta un 'legame'''. E ancora ''…è proprio su questo principio (fondamento della filosofia massonica) che è stato concepito il 'rituale iniziatico' di accettazione ed ingresso nella 'sacra famiglia e onorata società', radicato nella storia antica della nostra terra d'origine (Calabria)".
"…si entrava a far parte dell'onorata società attraverso un atto definitivo (patto di sangue), che si stabiliva il legame di fratellanza, tutto questo perché era stato considerato unico vero meccanismo nel comportamento umano che evitava atti di tradimento…il tempo infatti ha dato ragione agli uomini d'onore di una volta, che consideravano l'onorata società pari alla sacra famiglia, di conseguenza non come opportunità affaristica ma come scelta di vita che imponeva 'regole' basate sul 'principio dell'onorabilità e della fratellanza'''.
Gia' da indagini passate erano emersi elementi che provavano il ruolo di Capano: persona vicina all'organizzazione 'ndranghetista investigata, operativa nella zona di Roma, potendo peraltro muoversi addirittura con un passaporto diplomatico.
Capano e' stato inoltre in contatto con personaggi di spicco della criminalità romana quali il noto Enrico Terribile conosciuto alle cronache giudiziarie della Capitale per i suoi trascorsi di usuraio e vicino al più noto Enrico Nicoletti, entrambi coinvolti in diverse indagini per i delitti di usura ed estorsione, da ultimo condannati nel 2007 per associazione a delinquere finalizzata all'usura, estorsione, truffe, reati societari ed altro. E ancora Capano e' stato in affari e responsabile di specifiche condotte usuraie insieme al noto Luciano Casamonica, personaggio di spicco della malavita capitolina.
