Santiago del Cile, 10 gen. (Adnkronos) - Il dittatore cileno Augusto Pinochet aveva ammassato una biblioteca di 50mila volumi, fra cui testi di Gramsci e alcuni libri antichi su Napoleone Bonaparte, considerata una delle più ampie dell'America Latina. "Era tormentato da un forte complesso d'inferiorità e cercava di superarlo collezionando libri", ha detto al New York Times Cristobal Pena, il giornalista investigativo che ha rivelato l'esistenza dell'ampia biblioteca dell'ex dittatore nel saggio "La vita letteraria segreta di Augusto Pinochet". Figlio di un ispettore delle dogane e mediocre studente all'accademia militare, Pinochet veniva messo in ombra da personalità più colte e brillanti, prima di diventare dittatore alla testa di un regime responsabile dell'uccisione o la scomparsa di 3mila oppositori e della tortura di altri 40mila. Una volta diventato l'uomo più potente del Cile, dedicò molti sforzi alla sua collezione di libri, con l'aiuto di una piccola rete di librai nella città vecchia di Santiago e dei diplomatici a cui chiedeva di procurarsi libri rari all'estero. Tutto veniva pagato con i fondi pubblici di cui il dittatore faceva uso discrezionale. Ed è attraverso le indagini della magistratura sui suoi conti segreti all'estero che è uscita fuori la storia dei libri.