Roma, 11 gen. (Adnkronos) - Andamento negativo delle vendite di benzina e gasolio anche durante le feste natalizie, periodo generalmente di incremento degli erogati rispetto alle medie annue. La contrazione registrata tra il 23 dicembre e il 6 gennaio riflette la linea di tendenza negativa dell'anno appena concluso. Nel 2013 i consumi di benzina sono diminuiti mediamente del 5,7%, quelli di gasolio del 4,7% rispetto al 2012. Lo rileva una ricerca Faib-Confesercenti su dati Mise. Peggio è andata sulla rete delle compagnie, dove si registrano perdite tra il 15 e il 30%. Dicembre, sottolinea la ricerca, "conferma la tendenza al ribasso delle vendite, smentendo la tradizionale fase di recupero che in genere andava a migliorare la media annua, con un'ulteriore sofferenza sulla rete carburanti. E le prospettive non appaiono incoraggianti". In questo scenario di continuo aumento della pressione fiscale sulla benzina, "i consumi di carburanti sono destinati a calare ulteriormente, mettendo ancora in più in difficoltà i gestori degli impianti, che per il 50% sono già indebitati a causa dell'andamento negativo del mercato, mentre cominciano a vedersi impianti chiusi o abbandonati". Così Martino Landi, presidente della Faib-Confesercenti, commentando i dati diffusi. "Ma a rimetterci questa volta - sottolinea - sarà anche lo Stato che forse potrebbe imparare la lezione che a furia di aumentare accise e Iva, diventato il metodo privilegiato per tappare i buchi che si aprono nel bilancio, i conti non tornano". "Stando ai numeri - prosegue Landi - con l'aumento dell'Iva dal 21 al 22% e con quello dell'accisa su benzina, da 728.4 a 730.8 su 1000 litri, e su gasolio, da 617.4 a 619.8 su 1000 litri (effetto del rincaro deciso dal 'decreto del fare', Dl 69/2013, e attuato con un provvedimento del Direttore Centrale dell'agenzia Dogane-Monopoli del 24 dicembre, ndr), è probabile che i consumi continueranno a contrarsi. Ipotizzando nel 2014 un calo analogo a quello del 2013, l'incremento delle accise e dell'Iva non porterebbe ad un aumento di gettito, anzi ci sarebbe, a parità dei prezzi dei combustibili, una riduzione da 15.9 a 15.3 miliardi". "Il governo Letta e il ministro Saccomanni - conclude Landi - riconoscano che il gettito potrà aumentare solo se i consumi riprenderanno o si ridurranno in misura minore di ciò che è avvenuto nel 2013 rispetto al 2012. Ma per fare questo occorre diminuire la pressione fiscale sui carburanti. Altrimenti il bancomat dei benzinai ha esaurito le risorse". Ma le pessime notizie per i consumatori e per i gestori non sono finite. L'ennesimo ritocco dell'accisa di inizio anno è solo il primo degli aumenti previsti di imposizione fiscale sui carburanti che dovranno sopportare gli italiani. Tra il 2014 e il 2017, infatti, sono programmati ben quattro incrementi: nell'insieme, sulle spalle degli automobilisti italiani cadranno maggiori imposte per 1,3 miliardi di euro (1,07 di maggiori accise e 237 milioni dell'Iva relativa). Dal 1° gennaio, ricordano Faib e Confesercenti, è inoltre scattato l'aumento dell'imposta di consumo sugli oli lubrificanti (da 750 a 787,81 per mille chilogrammi).