Spazio, Saggese: ''Entro due o tre anni si viaggerà verso la Iss su navicelle private''
Roma, 11 gen. (Adnkronos/Ign) - Entro due o tre anni gli astronauti potranno viaggiare verso la Stazione Spaziale Internazionale anche con navicelle private. "La Space X ha già annunciato ufficialmente di voler portare equipaggi di sette astronauti sulla Iss nel 2017, ma l'obiettivo, visti i prossimi dieci anni di attività consolidata della Iss annunciati da Obama, potrebbe essere raggiunto già nel 2016", afferma all'Adnkronos il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana, Enrico Saggese, appena rientrato in Italia al termine di due giornate di summit sulle attività spaziali internazionali, a Washington.
"Con la spinta degli Usa alla cooperazione fra tutti i Paesi, si rafforza anche il rapporto pubblico-privato nelle attività spaziali" dice il numero uno dell'Asi. "Basti pensare - riferisce - ai progetti della grande industria statunitense Bigelow Aerospace che sta programmando anche una terza stazione spaziale, dopo la Iss e la cinese Tiangong 1, per lanciare il business e il turismo privato nello spazio". Con la decisione di Obama, afferma ancora, "si consolidano anche gli utili di aziende private come la Space X", l'azienda Usa con sede in California attiva nel campo dei trasporti spaziali.
L'obiettivo di lanciare equipaggi di astronauti con navette private, sottolinea, "non solo rafforza il prestigio degli Usa" rimasti orfani dello Shuttle, ma "riduce anche i costi dei voli" visti gli attuali prezzi di trasporto verso la Iss. "Oggi - rileva il numero dell'Asi - si spendono circa 70 milioni di dollari ad astronauta per un viaggio verso la Iss sulla Soyuz russa, mentre Space X ha valutato in 120 milioni di dollari il prezzo complessivo per il trasporto di sette astronauti". Sono "circa 20 milioni di dollari ad astronauta trasportato", un grande risparmio, conclude, "per ogni Paese attivo sulla Iss".
Saggese spiega poi che la decisione del presidente degli Stati Uniti di protrarre oltre il 2020, fino al 2024, la vita della Stazione Spaziale Internazionale apre "nuovi scenari di collaborazione nelle attività spaziali con la Cina". "L'input per tutti i Paesi è stato collaborare" e ora, afferma il presidente dell'Asi, "dopo anni di silenzio con Pechino riguardo alle attività della Stazione Spaziale Internazionale, l'allungamento della vita della Iss e la politica di collaborazione a livello mondiale rafforzata dagli Usa, avviano una nuova era di reciproca cooperazione con Pechino". Questo, rileva ancora Saggese, "sia riguardo alle attività sulla Iss che quelle sulla stazione spaziale cinese, Tiangong 1", il Palazzo celeste che la Cina sta costruendo nello spazio.
Il tema è stato al centro dei colloqui dell'International Space Exploration Forum (Isef), organizzato giovedì scorso a Washington dal Dipartimento di Stato Usa, riferisce ancora Saggese. "La decisione di Obama è molto importante - commenta - perché, a partire da oggi, apre un lungo orizzonte per la Stazione Spaziale che consentirà di fare molti esperimenti e avere il tempo di ottenere dati utili alla scienza e allo sviluppo delle economie". Ma non solo.
"Questi dieci anni di lunga vita della Iss, continua Saggese, "certamente segneranno la svolta anche per le imprese europee e per le cooperazioni spaziali con il gigante asiatico". "Pechino già collabora con 28 Paesi del mondo per la realizzazione della sua stazione spaziale. Già la Germania - ricorda - sta lavorando con la Cina per la Tiangong 1 e ci sono partecipazioni di imprese italiane".
"L'Italia è interessata a collaborare con la Cina per la realizzazione e il completamento" del Palazzo celeste, annuncia quindi Saggese. Insomma, incalza, "si apre un nuovo scenario geopolitico ed economico".
Riguardo all'allungamento della vita della Iss annunciato da Obama, Saggese riferisce che "gli Usa si aspettano ora dall'Europa un impegno di attività che vada oltre il 2015". Una decisione, osserva, che potrebbe arrivare "dalla ministeriale europea di Lussemburgo" che si terrà il 2 dicembre del 2014. "Entro fine anno dall'Europa dovrebbe arrivare una risposta agli Usa", dice. E l'Italia, intanto, ha già preso le sue decisioni.
"L'Italia, al momento, ha già dichiarato che manterrà il suo impegno per la Stazione Spaziale Internazionale fino al 2020, un impegno confermato nel piano decennale dell'Asi" conferma Saggese. Insomma, conclude il numero uno dell'Asi, "la volontà politica internazionale su tutti questi punti esiste, ora bisognerà trovare accordi concreti sia sul piano tecnico che economico".
Il polso è stato già tastato sempre a Washington, dove Saggese ha partecipato anche al secondo summit spaziale di venerdì scorso. Al Reagn Center, l'International Academy of Astronautics ha riunito infatti 32 capi delle maggiori agenzie spaziali del mondo. Incontro cui ha partecipato anche il nostro ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Maria Chiara Carrozza.
