Roma, 15 gen. (Adnkronos/Ign) - "Sul rimpasto c'è una grande ipocrisia: tutti lo vogliono nessuno lo dice. In realtà le spinte per il cambiamento di alcuni ministri ci sono. Letta rientrerà oggi dal Messico e dovrà assumersi il peso, l'onere e la fatica di trovare la composizione. Ma la principale delle questioni è all'interno del Pd, facciano chiarezza su tutto: si riuniscano e decidano una volta per tutte se riconoscono il presidente del Consiglio e se lo riconoscono lo aiutino. Se non lo riconoscono facciano una proposta alternativa al Paese". Lo dice il segretario del Nuovo Centrodestra, vicepremier e ministro dell'Interno Angelino Alfano, intervistato dal direttore di Radio Uno Rai, Antonio Preziosi, a 'Radio Anch'io'. "Per il bene dell'Italia è bene che Letta e Renzi vadano d'accordo - scandisce Alfano - Se vanno d'accordo il governo va meglio; se si mettono in competizione su chi deve togliere la sedia all'altro, il governo entra in fibrillazione. Per cui il mio auspicio e la mia richiesta è che non si scarichino sull'Italia le competizioni interne al Pd. Già l'Italia in passato ha pagato, per ben due volte, il conto alla competizione e alla gara all'interno del partito". "Senza di noi - avverte ancora Alfano - questo governo non va avanti e senza di noi il centrodestra in futuro non potrà vincere le elezioni. Noi non vogliamo dettare legge ma non vogliamo subire la legge degli altri. Fin quando ci saranno punti di compromesso per il bene dell'Italia tra le idee e i valori della sinistra e i nostri, noi manderemo avanti il governo. Se il governo si dovesse paralizzare o se ci fosse l'arroganza di chi ritiene che o si accettano le proposte del Pd oppure non si va avanti, noi saremmo i primi a dire che noi non andiamo avanti". Quanto alla legge elettorale, "fin dal primo momento il Ncd è stato chiaro e netto nel contrapporsi ad alcune idee di sinistra-sinistra che sono venute da Renzi. Non abbiamo alcuna voglia di andare a votare con questa legge elettorale. E' chiaro che non ci facciamo dettare l'agenda da nessuno. Per i dettati abbiamo già dato alle elementari. L'arroganza non paga con gli italiani che quando vanno a votare sono sempre pronti a far scappare gli arroganti". Poi il caso Fonsai. La telefonata con Salvatore Ligresti è "del tutto irrilevante dal punto di vista tecnico", dice Alfano, e "non ho mai avuto preoccupazioni di essere intercettato perché se anche mi mettessero una microspia tra un neurone e un altro a caccia di uno psicoreato non troverebbero nulla, perché io non ne faccio". La telefonata risale al 2011, ricorda Alfano, quindi "se fosse uno yogurt sarebbe ampiamente scaduto".